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L’immigrazione, i “numeri” della diocesi e il possibile futuro da cardinale: il vescovo Borghetti incontra i giornalisti foto

In occasione delle celebrazioni di San Francesco di Sales, patrono dei cronisti

Albenga. Il bilancio finanziario della curia, l’organico di sacerdoti e seminaristi, l’accoglienza dei migranti e, infine, le voci circa un suo futuro cardinalizio. Ha toccato questi ed altri temi il vescovo della diocesi di Albenga-Imperia Guglielmo Borghetti durante il suo incontro annuale con i media in occasione delle celebrazioni di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

Un excursus a 360 gradi su diversi argomenti, da quelli più “di prassi” e relativi alla vita interna alla curia a quelli più importanti con panorama nazionale: “Partiamo con le novitá che riguardano la diocesi di Albenga-Imperia – ha esordito il presule – All’ufficio comunicazioni sociali c’è stato il cambio del direttore: pur essendo attivo e in florida salute, monsignor Gandolfo ha lasciato la direzione, che passa a don Pablo Aloi, prima vicedirettore. La ‘promozione’ è arrivata dopo una fase di apprendimento. Oltre a ciò, lo scorso 29 settembre abbiamo concluso i lavori di restyling e di ripulitura del palazzo vescovile, che abbiamo riconsegnato rinnovato alla città. Il vescovo è tornato in episcopio, la sua casa naturale. Infine, il nuovo sito della diocesi è in elaborazione, speriamo di poterlo rendere operativo al più presto”.

Un sito web che è certamente rivolto ai suoi utenti più “probabili” e cioè i ragazzi. Borghetti ha analizzato il rapporto tra i giovani e la Chiesa: “Affermare che giovani si stanno allontanando è una frase ‘grossa’. Non semplice coinvolgerli, ma è anche vero che tanti gruppi di giovani si avvicinano e vivono attivamente le attività della diocesi. Mancano le ‘folle’ giovanili, è vero, e bisogna farsi una domanda profonda su questo. Riportate i giovani in chiesa è un concetto un po’ ‘vecchio’. Il discorso è più epocale: dobbiamo capire come aiutare i nostri giovani, ma anche gli adulti, ad essere più coinvolti, meno indifferenti e individualisti in relazione alla società tutta. L’associazionismo è in crisi, ma non solo per una non adesione alla fede cristiana, ma c’è una crisi di adesione ad ogni tipo di fede. C’è un edonismo spicciolo che a volte preoccupa un po’. A parte ciò, comunico che anche l’ufficio pastorale giovanile ha un nuovo direttore: dopo una fase di ‘stanca’, ora è passato nele mani di don Stefano Crescenzo”.

Incontro con il vescovo Borghetti - “San Francesco di Sales”

E parlando di giovani e web, impossibile non fare riferimento ai social network. Il vescovo di Albenga non ne fa uso: “Non utilizzo i social, anche se spesso mi viene richiesto. Ma allo stesso tempo mi ritrovo a dover leggere un’infinità di mail e di lettere alla ‘vecchia maniera’. Nelle mail ci sono richieste di aiuto, ma sono solo l’1 per cento. Il 99 per cento di chi chiede aiuto viene direttamente qui in curia. Noi studiamo i casi che percepiamo come più seri. Quando abbiamo certezze circa la serietà del caso e delle persone che li sottopongono, allora interveniamo. Come? Con aiuti economici e sostegno nella ricerca di un alloggio. E ogni tanto contribuiamo anche per quanto riguarda gli affitti”.

Ma c’è un grosso problema in termini di aiuti: “Il problema è il lavoro. Tanti non riescono a trovarne, non sanno a chi rivolgersi. E anche quando li troviamo non sappiamo mai se sia più un aiuto per chi ha bisogno di lavorare o per chi ha bisogno di assumere”.

Numerose anche le richieste di parroci e seminaristi che puntano a “migrare” verso la diocesi di Albenga-Imperia: “Ci sono diverse richieste, io le definisco ‘frustrate’, di ex seminaristi e parroci che vogliono venire qui. Ma qui sono chiuse le frontiere e perciò non accogliamo i ‘migranti vocazionali’. Se avessi accolto tutti i preti stranieri che hanno atto richieste ora avremmo almeno una ventina di preti e di seminaristi in piú. La maggior parte delle richieste da Africa e India, ma qualcuna anche dall’Italia”.

E sui numeri “reali” della diocesi: “Abbiamo 145 preti in azione in diocesi e altri 20 che operano fuori dalla diocesi. La nostra diocesi, soprattutto rispetto ad altre, è tutto fuorchè sotto organico”.

Per quanto riguarda il bilancio della diocesi: “Lo stiamo preparando. Il nuovo debito totalmente ristrutturato ammonta a circa 3 milioni di euro. Una cifra che non ci fa paura. Quando sono arrivato si attestava sui 7-8 milioni: è stato un bel passo avanti. Non possiamo ‘piangere’, non siamo a rischio default”.

Incontro con il vescovo Borghetti - “San Francesco di Sales”

E sul tema finanziario resta ancora la questione del “contrasto economico” con il Comune di Ceriale: “La notizia è vera e falsa allo stesso tempo. Pervenuta la richiesta abbiamo interpellato la commissione tributaria regionale, che ha obbligato il Comune a ricalcolare l’Imu escludendo le aree di culto. Abbiamo chiesto un parere alla commissione: ora il Comune ci deve dire quanto dobbiamo pagare laddove deve essere pagato e lo pagheremo. Se non è stato pagato quanto dovuto, allora ottempereremo”.

Parlando di prospettive future personali, per Guglielmo Borghetti e Antonio Suetta (vescovo di Sanremo e Ventimiglia) ultimamente si è vociferato di una possibile “promozione” a cardinale, ma il vescovo ha smentito: “Ho sentito la notizia e onestamente l’ho presa a ridere benevolmente”.

Capitolo migranti ed immigrazione: “L’anno scorso con tutti i vescovi della Liguria abbiamo firmato un documento sul tema immigrazione e la nostra posizione resta sempre la stessa. I numeri di migranti accolti dalla nostra diocesi sono rimasti totalmente invariati. Nel 2018 non ricordo di aver ricevuto una sola telefonata con richieste di accoglienza, mentre fino all’anno prima ne arrivava quasi una al giorno. Non siamo contro il Governo né tantomeno contro i migranti, ma vanno messi i puntini sulle ‘I’ ogni tanto. Ammetto che alcuni recenti fatti mi creano un po’ di preoccupazione: in primis va salvaguardata e messa al primo posto la dignità umana e si devono fare leggi giuste in tal senso. Quando non succede la voce si alza, non possiamo tacere. I nostri interventi di sostegno, seppur senza variazioni numeriche, vanno avanti”.

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