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Liguria, la protesta di WWF e Verdi: “No alla cancellazione delle aree protetta savonesi e del Parco del Finalese”

"Provvedimenti schizofrenici"

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Liguria. In Regione Liguria è convocata per il 28 gennaio prossimo la 4^ commissione regionale su territorio e ambiente con all’ordine del giorno “la proposta di cancellazione delle aree protette savonesi e delle disposizioni legislative che istituivano il Parco Regionale del Finalese”.

Il Wwf in audizione regionale aveva già protestato, chiedendo “il ritiro di tali abominevoli proposte, che riguardano ben 42 aree protette per una superfice di 21.000 ettari”. I Verdi si associano al Wwf nella richiesta di “blocco di tale provvedimento che avrebbe le caratteristiche di un atteggiamento schizofrenico”.

“Infatti nel sito ufficiale della Regione Liguria si legge: ‘Le aree protette, i parchi, le riserve naturali hanno la finalità di tutelare e valorizzare l’ambiente, il paesaggio e la natura, contribuendo attivamente allo sviluppo socio-economico delle popolazioni locali e alla salvaguardia dei beni naturali e culturali più significativi per le generazioni future. Gli enti parco e gli altri soggetti che gestiscono parchi e riserve naturali collaborano alla promozione al coordinamento di progetti per la valorizzazione del territorio e a iniziative come il soccorso alpino-speleologico, la manutenzione dei sentieri, nonché lo studio e la divulgazione di conoscenze in materia di beni culturali. Il sistema offre inoltre un’efficace rassegna della straordinaria varietà ambientale della Liguria per una superficie di 60 mila ettari. I parchi sono collegati tra loro da sentieri attrezzati (percorribili a piedi, a cavallo, in bici). L’Alta Via dei Monti Liguri attraversa per 400 chilometri tutta la regione’. E’ da queste premesse che la Regione Liguria vuole invece adesso cancellare le aree protette? Come potremmo valutare in altro modo tale atteggiamento?”

“Si propone inoltre di far svanire il sogno del Parco del Finalese (proposto da Italia Nostra già nel lontano 1970) con la motivazione incredibile di oggi: ‘A causa delle carenze di idonee coperture finanziarie’, così è scritto. Il territorio del finalese, per il complesso delle caratteristiche orografiche, naturalistiche (notevole biodiversità), geologiche, archeologiche, antropiche, costituisce un patrimonio eccezionale per motivi scientifici e paesaggistici riconosciuti a livello internazionale. Nel volume ‘Biodiversità in Liguria-Rete Natura 2000’ pubblicato dalla nostra Regione è scritto che ‘si conferma che il finalese è una delle poche zone liguri che avrebbero meritato da tempo il rango di parco regionale, o meglio parco nazionale’. Inoltre il piano territoriale di coordinamento paesistico della Provincia di Savona indica per il finalese la destinazione a parco secondo le leggi numero 40 del 1977 e numero 12 del 1995 nella quale è scritto: ‘Entro 180 giorni dall’entrata in vigore di questa legge, sono convocate le conferenze per l’istituzione dei parchi regionali delle Alpi Liguri e del finalese’”.

“Il Parco delle Alpi Liguri è stato istituito ed è perfettamente funzionante ma per parco del finalese non si è mai concluso l’iter, approfittando anche della miopia di alcuni sindaci, ed è per questo che ancora oggi manca quel coordinamento vitale tra i tanti enti culturali e associazioni che sul territorio operano nel turismo outdoor”, concludono i Verdi savonesi.

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