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Lavoro in nero negli ospedali savonesi, Melis (M5S): “Asl e Regione facciano luce sulla vicenda”

Cosa non ha funzionato? si chiede l'esponente pentastellato

Savona. La Guardia di Finanza ha messo in luce un giro di 188 “badanti” non in regola nei soli ospedali savonesi: alla multa di due milioni a società e cooperative si è aggiunto l’annullamento delle detrazioni fiscali ai parenti dei ricoverati. “È una notizia clamorosa, che merita la massima attenzione da parte di Asl e Regione Liguria”, dichiara in merito il consigliere regionale Andrea Melis.

“La vicenda richiede una seria riflessione e, se occorre, un intervento correttivo: alla luce del regolamento, sono chiaramente assegnate in capo all’ASL alcune responsabilità di controllo che, stando alla cronaca, sono evidentemente sfuggite”, spiega Melis.

“Nel regolamento aziendale che disciplina l’assistenza non sanitaria aggiuntiva resa ai degenti delle strutture ospedaliere dell’Asl 2 Savonese, infatti, all’articolo 7.1 (Disposizioni particolari per l’assistenza non sanitaria aggiuntiva, a titolo gratuito, espletata da familiari, parenti, persone di fiducia), si legge: “la presenza di famigliari o persona di fiducia delegata all’assistenza non sanitaria aggiuntiva, al di fuori degli orari di visita, oltre ai casi previsti dalla Legge Regionale n. 27 del 26 aprile 1985 e Legge Regionale n. 34 del 23 novembre 1992, deve essere richiesta direttamente dal ricoverato o dai suoi famigliari al Coordinatore infermieristico o all’Infermiere di turno che lo sostituisce compilando il MOD. 128”.

“È inefficace il regolamento o non sono stati fatti sufficienti controlli preventivi?”, – si chiede Melis, che aggiunge: “Quesiti che tuttavia non tolgono responsabilità alle Società o Cooperative che hanno promosso questo sistema di lavoro nero”.

“Stupisce anche come siano state di fatto autorizzate. L’articolo 7.2, infatti, enuncia le disposizioni per l’assistenza non sanitaria aggiuntiva, a titolo oneroso, espletata da Cooperative/Società: vi è una particolareggiata procedura di accreditamento e autorizzazione che chiaramente cozza col concetto di ‘lavoro nero'”, sottolinea il consigliere.

“Come si è arrivati al sommerso in corsia? Ravvisiamo una forte criticità: se il regolamento non è sufficientemente chiaro, vi si metta mano, soprattutto per migliorare la fase di controllo, affinché non accadano mai più episodi del genere”, conclude Melis.

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