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Lavagna replica a Vaggi: “Mia vicenda non può essere utilizzata per distogliere attenzione dai problemi”

"La mia scelta di beneficiare della messa alla prova, lungi dall'essere una ammisisone di colpa, è stata dettata dalla volontà di non essere più conivolto in diatribe con la vecchia dirigenza"

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Savona. “Apprendo con stupore che l’ex amministratore delegato di Ata Sara Vaggi ha sentito la necessità di divulgare un nuovo comunicato stampa inerente la vicenza che mi ha visto coinvolto unitamente al mio collega Luigi Cavaliere. Non sta a me esprimere giudizi sull’operato del vecchio cda di Ata, posso solo rilevare che l’azienda si trova in una situazione prefallimetare (è pendente la procedura per l’omologazione del concordato preventivo) e si parla di una azione di responsabilità milionaria che i soci vogliono intraprendere nei confornti dei vecchi amministratorida ai cui è imputato il dissesto dell’azienda”. Inizia così la replica di Dario Lavagna, ex lavoratore di Ata, al comunicato diffuso in mattinata da Sara Vaggi.

“Vedremo quali saranno le decisioni dei soggetti preposti e della magistratura. Non posso però accettare che la mia vicenda e, indirettamete quella di Luigi Cavaliere, venga utilizzata per cercare puerili giustificazioni o per distogliere l’attenzione sui veri problemi. Mi sento però in dovere di ricordare che la sentenza di condanna di Luigi Cavaliere non è definitiva e solo all’esito di tutti i gradi di giudizio – è penente quello di appello – si potranno fare delle valutazioni. La mia scelta di beneficiare dell’istituto della messa alla prova, lungi dall’essere una ammisisone di colpa, è stata unicamente dettata dalla volontà di non essere più conivolto (mio malgrado) in diatribe tra la vecchia dirigenza ed i soci di ATA e di non sottoporre la mia famiglia ad una gogna mediatica che invece ad altri pare gradita” aggiunge Lavagna.

“Al momento l’unico dato inoppugnabile è che Ata ha rinunciato alle azioni intraprese nei miei confronti e che le affermazioni dell’ex amministratore delegato dell’azienda restano tali” conclude l’ex lavoratore Ata (che nell’udienza di martedì scorso in tribunale è stato ammesso dal giudice alla messa alla prova).

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