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Inchiesta su Ata, i Verdi: “Il cda deve andarsene, serve un commissario che sia tecnico d’eccellenza”

Le dimissioni, secondo Danilo Bruno, sarebbero necessarie per permettere ai manager attuali "di potersi difendere serenamente"

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Savona. “Dopo due giorni di discussione e polemiche su Ata a seguito della perquisizione della Guardia di Finanza, noi Verdi riteniamo di non poter più tacere anche per tutelare l’occupazione delle maestranze aziendali a cui, a stare a notizie di stampa, non paiono in alcun modo aver guardato i partiti di maggioranza, opposizione, di estrema destra (cinque stelle) e di sinistra”. A scriverlo è Danilo Bruno, portavoce dei Verdi: il riferimento è alla nuova indagine delle Fiamme Gialle su presunte irregolarità nell’assegnazione di consulenze per la stesura del piano concordatario.

“Noi crediamo infatti – spiega Bruno – che sia in gioco l’intera credibilità aziendale per cui riteniamo urgente la salvaguardia dei posti di lavoro a cominciare dalla stabilizzazione dei quarantotto precari per cui è già stato firmato un accordo sindacale. Nel contempo crediamo anche allo scopo di potersi difendere serenamente che l’attuale consiglio di amministrazione se ne debba andare e che l’azienda dovrebbe essere presieduta da un commissario. Questi dovrebbe essere un nome al di fuori dalle discussioni politiche ed un tecnico di eccellenza, che dovrebbe ottenere l’unanime consenso del consiglio comunale per risanare l’azienda e soprattutto puntare alla raccolta differenziata spinta e porta a porta”.

“Come si vede non chiediamo molto – conclude – ma soprattutto a noi Verdi stanno a cuore prima delle discussioni politiche i posti di lavoro e la tutela dell’azienda di proprietà comunale”.

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