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Lettere al direttore

Il pensiero di Danilo Bruno: “Donne e uomini di buona volontà prendano in mano il destino di Savona”

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Savona. In queste ore mentre Savona sta assistendo all’ennesima prova di non – governo,che si sta disfacendo in risse e liti continue ora pure tra assessori della medesima Giunta (cronaca di oggi Arecco e Rodino sul complesso monumentale  di S.Giacomo) mentre purtroppo tace quasi silente l’opposizione governativa (cinque stelle), litigiosa al proprio interno (PD) o silenziosa (gruppo misto ed estrema sinistra comunista) noi Verdi vorremmo rivolgerci a tutte le donne e gli uomini di buona volontà affinche’ prendano in mano il destino della città e insieme si cominci a lavorare ad un progetto ecologista e civico per Savona.

Noi Verdi abbiamo proposto in questi anni nel completo silenzio di una opposizione alquanto assente per molti versi (se si eccettuano rare eccezioni civiche) alcuni punti programmatici per avviare un percorso nuovo ed alternativo per la nostra città e per l’intero comprensorio.

Si tratta di punti importanti,che però possono essere discussi e articolati sicuramente meglio che in questo breve appello. In primo luogo crediamo che Savona anche dopo le vicende climatiche di fine ottobre debba fare la propria parte nella lotta ai cambiamenti climatici ponendo al centro due elementi:

a) una radicale revisione dell’attuale piano urbanistico comunale,che agisca su due fronti: da un lato il blocco di tutti i progetti di nuova edificazione a cominciare dal Crescent 2,che dovrà essere rivisto per le nuove norme sismiche, allo scopo di favorire il recupero edilizio e progetti di social housing e di edilizia economico popolare puntando ad una radicale riduzione dei volumi esistenti a favore di verde e di strutture per il tempo libero e dall’altro l’introduzione di norme a favore della riduzione dei consumi energetici e delle fonti rinnovabili;

b) una introduzione della raccolta differenziata spinta e porta a porta con la riduzione alla fonte e il riuso in modo da giungere oltreche’ ai traguardi di legge anche a poter creare un circolo virtuoso favorendo un sistema di economia circolare e in prospettiva di opzione zero in tema di rifiuti.

Riteniamo poi necessaria una scelta a favore dell’Europa federata ed accogliente,che sappia avere un ruolo diverso nei confronti dei paesi in via di sviluppo e a cui Savona possa dare il proprio contributo con una politica culturale innovativa dove la cultura divenga con adeguati investimenti,come in tante città europee (Bilbao in testa) il volano per realizzare una comune coscienza civile accogliente e sappia far sentire tutte e tutti cittadini europei.In questo contesto occorrerebbe un radicale mutamento delle politiche culturali in primo luogo,che stanno deprimendo se non distruggendo i musei cittadini a favore della apertura di nuove sedi,collezioni ed esperienze anche di sperimentazione artistica e di arte contemporanea.

Tutte queste cose possono divenire reali,come è stato in tutta Europa,solo se riusciremo a cambiare il governo della città con una proposta autonoma,ecologista,civica,che vada oltre gli schemi di uno sterile populismo e della riproposizione di antiche ricette a base di cemento già sperimentate a destra come a sinistra.

Danilo Bruno

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