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Lettere al direttore

I Verdi contro il cemento: “Basta consumo del suolo, puntiamo solo sul recupero edilizio”

di Danilo Bruno

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Se ci limitiamo al territorio savonese dopo i progetti di cementificazione del litorale di ponente e dell’area della Margonara ecco giungere in fin dei conti il comune di Albisola Superiore con due grattacieli in zona limitrofa al litorale.

Noi Verdi riteniamo indispensabile ribadire alcuni principi, che poi rimandano sempre al medesimo concetto: dinanzi alla gravità della situazione climatica occorre attivare una politica innovativa, che punti in primo luogo alla riduzione del consumo del suolo allo scopo di ricostruire condizioni vicine ad un riequilibrio della presenza umana e della persistenza degli elementi naturali.

Crediamo che i Comuni debbano riprendere in primo luogo il potere sulle scelte urbanistiche attraverso il Piano Urbanistico Comunale, decidendo cosa si può e soprattutto quando si può edificare in modo da non essere piu’ soggetti alla volontà dei privati costruttori, che dettano “il bello e cattivo tempo” in cambio di alcune opere pubbliche di contorno (asfaltatura di strade ,piazze non alberate, locali privi di utilizzo…) senza alcuna prospettiva di crescita economica e sociale collettiva .

Bisogna poi analizzare i danni causati in questi decenni nella sola Liguria da una cementificazione selvaggia ed incontrollata, che ha portato a costruire porti, palazzi, centri commerciali… senza alcuna visione d’insieme ma anzi giungendo, come nel caso recente di Rapallo, alle enormi difficoltà di poter bonificare il bacino portuale anche per la presenza di relitti in vetroresina, che rischia per la sua natura di disperdersi in tutto l’ambiente sottomarino.

A questo punto occorre un atto di coraggio:

a) Dire basta, come accennato, al consumo del suolo;

b) Puntare esclusivamente al recupero edilizio favorendo l’inserimento di attività legate al tempo libero e ricettive ma comunque in riduzione di almeno 1/3 rispetto ai volumi già esistenti;

c) Favorire l’insediamento di abitazioni principalmente da recupero, che sappiano dare una risposta al social housing e in termini di edilizia economico. popolare poiché troppo fino ad oggi è stato il prezzo pagato alla rendita edilizia e ad abitazioni invendute o rivolte ad una presunta fascia medio-alta che, almeno a Savona, dobbiamo ancora riuscire a vedere.

d) In ultimo occorre in investimento culturale, come è stato fatto in molte città in occasione di grandi riconversioni produttive, ma qui bisogna che i Comuni capiscano che “di cultura si vive e si mangia” per cui essa può divenire lo strumento per una crescita civile e sociale della collettività.

Noi diciamo queste cose anche se sappiamo bene (e la storia lo dimostra) che dinanzi al cemento esiste un partito trasversale, che attraversa ogni schieramento politico ma come diceva un grande giornalista come Fazio, che combatté la cementificazione in tempi anteriori: “non possiamo non dirlo” se vogliamo essere ecologisti e civici coerenti.

Danilo Bruno

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