IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Finale, il Castello Vuillermin venduto all’asta per 1,2 milioni di euro

Se l'è aggiudicato una società immobiliare genovese. I Verdi: "Ora sia restaurato come il castello D'Albertis di Genova"

Finale Ligure. Un milione e 200 mila euro. Questa la cifra offerta la una società immobiliare genovese che si è aggiudicata l’asta per l’acquisto del “Castello Vuillermin” di Finale Ligure.

“L’edificio era stato già venduto una prima volta ad una società romana che avviò un progetto di restauro mai concretizzato – ricorda Gabriello Castellazzi, portavoce dei Verdi savonesi – L’importanza storico-culturale del castello è notevole e il caratteristico stile eclettico che comprende richiami arabi con innesti medioevali, porta con se un messaggio religioso intimamente legato al suo costruttore Vuillermin. Per questo la Direzione Regionale dei Beni Culturali della Liguria, citando l’art.9 della nostra Costituzione (‘La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione’), con il Decreto del 5/10/2009 ha vincolato il Castello come ‘immobile che riveste un particolare interesse artistico e storico’. In particolare l’art. 10 di questo decreto recita: ‘gli immobili di particolare interesse a causa dei loro riferimenti con la storia politica e l’identità collettiva, non possono essere deteriorasti o adibilti ad usi non compatibili con il loro carattere storico-artistico, oppure essere modificati in modo tale da recare pregiudizio alla loro conservazione e tutti gli interventi saranno soggetti ad autorizzazione preventiva da parte del Ministero competente'”.

L’edificio in oggetto è composto da un corpo centrale e una grande torre rivestita in “Pietra di Finale” e mattoni rossi. Circondato da una cinta muraria con quattro torri d’angolo, le finestre e le vetrate hanno molti simboli cristiani disegnati personalmente da Vuillermin che voleva in questo modo esprimere le sue convinzioni religiose.

“Siccome la costruzione finalese – spiegano i Verdi – è dello stesso stile del castello genovese D’Albertis (esempio magnifico di architettura neo-gotica, oggi ‘casa-museo’ tra le più importanti del capoluogo ligure), l’edificio potrebbe essere restaurato utilizzando i contributi europei come avvenuto per il recupero di altri castelli storici in Italia e non avrebbe senso riproporre (come nel progetto dei vecchi proprietari) la realizzazione di 12 appartamenti, stante la situazione dell’attuale mercato immobiliare”.

“Negli ultimi anni la situazione è cambiata e una struttura unitaria turistico-culturale, con una sinergia tra pubblico e privato, aiutata dai FESR (Fondi Europei di Sviluppo Regionale), potrebbe garantire la salvaguardia del bene – prosegue Castellazzi – Ad esempio, si potrebbe pensare alla riapertura della ‘Sala del Mare’ (comprendente le gloriose memorie della Marineria finalese) che da tanti anni giace nascosta nei magazzini comunali. Certamente possono scaturire tante altre nuove idee, partendo dal presupposto che la valorizzazione dei Beni culturali, in equilibrio con le strutture turistico-ricettive, secondo i Verdi rientri nei progetti di un’economia sostenibile”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.