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I Magazine di IVG.it - Per un Pensiero Altro

Fenomenologia di un mostro

Per un Pensiero "Altro" è la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoledì, partendo da frasi e citazioni, tracce per "itinerari alternativi"

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Perchè non provare a consentirsi un “altro” punto di vista?
Senza nessuna pretesa di sistematicità, ma con la massima onestà intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libertà di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, “tracce per itinerari alternativi”. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.

“L’uomo avido di potere incontra la sua rovina nel potere” almeno, questa è l’opinine di Hermann Hesse. Mi piace pensare che abbia ragione il grande scrittore e, anche un poco per confermarlo e smentirlo insieme, mi propongo di analizzare la vicenda mitologica che si narra intorno all’ infamia di Creta, per dirla col moralismo medioevale dantesco. Non sarà semplice e nemmeno esauribile in un solo appuntamento ma spero faccia piacere ai miei lettori.

L’intento è analizzare la vicenda mitologica di uno dei mostri più noti al mondo offrendone, come sempre, una visione diversa, insomma, un altro punto di vista. Bene: tutto comincia in un’alba meravigliosa sulle sponde del mare di Creta. Un toro bianco e maestoso si aggira sulla rena, è comparso dal nulla, come fosse un miracolo della natura e mai si è visto animale più bello. Per comprendere la ragione di tale avvenimento è necessario tornare alla sera precedente. Nel palazzo di Cnosso, il re più potente della storia cretese ed anche del mediterraneo di quei tempi, si appresta al sacrificio rituale in onore del dio del mare, Poseidon, che tanta ricchezza e potere aveva concesso all’isola.

Il re si inginocchia davanti all’ara sacrificale e rivolge queste parole al suo dio: “Meraviglioso Poseidon, signore di tutti i mari e dell’inclito Oceano, nessun animale è tanto splendido da poter celebrare, col suo sacrificio, la tua maestosa grandezza. Ti prego, donami una bestia così splendida che al mondo non ne esistano di eguali, così che io possa ucciderla e bruciarne le interiora in tuo onore”. Per ora diamo per credibile la buona fede del grande re, anche se sappiamo bene che, per divenire il capo di un potente paese, qualche cedimento etico vada messo in conto. Ma proseguiamo con il nostro racconto: le preghiere di Minosse, è di lui che stiamo narrando, raggiunsero le orecchie del dio dei mari, è ben noto che è più facile che gli dei prestino attenzione alle richieste dei potenti che non alle meschine lamentele della gente minuta; sta di fatto che, compiaciuto di tanta considerazione, Poseidon decise di far comparire sulla spiaggia di Creta il magnifico toro che abbiamo incontrato all’inizio del nostro racconto.

Solo a margine mi permetto di far notare come tutto sia di estrema attualità, il grande giornalista che encomia il grande politico che partecipa alla presentazione della sua ultima grande fatica editoriale dedicata al grande politico per un grande successo di pubblico. Insomma, niente di nuovo. Ma questa volta il mito non percorre le vie previste, infatti, una volta cattturato il toro, Minosse comincia a considerare l’ipotesi di non sacrificarlo, almeno, non subito, ma di utilizzarlo per la monta delle sue giovenche così da garantirsi una mandria formidabile, insomma, money is money. Forse non è il comportamento più ortodosso quello assunto dal re, ma anche Poseidon, insomma, si direbbe un caso di egotismo da manuale, ma che dio sarà mai uno che ha bisogno di un così assoluto e costante riconoscimento da parte dei suoi adoratori? L’accorto lettore avrà notato che il ben noto mostro di Creta ancora non è nemmeno comparso nella nostra storia, eppure di mostruosità ne abbiamo già incontrate anche se, credo, normalmente non vengono sottolineate e, nella vulgata comune, Minosse, con grande candore, recita il ruolo di saggio re, come conferma Dante nella Commedia, così come Poseidon quello di un dio attento alle richieste di un fedele.

A questo punto è comprensibile l’ira di Poseidon per l’affronto ricevuto anche se, ancora una volta, mi permetto di far notare che un dio avrebbe dovuto conoscere il futuro comportamento di Minosse, se non lo conosce allora è un dio ben mediocre, nel caso contrario … allora è la questione è più grave. In ogni caso, l’ira del dio si manifestò immediatamente ed in maniera estremamente sottile e feroce anche se, le vie del divino sono imperscrutabili, andò a colpire l’ignara moglie di Minosse, Pasifae. Ma per ora dobbiamo terminare la nostra analisi e dare appuntamento a mercoledì prossimo. Approfitto delle ultime righe per augurare a tutti un felice 2019.

Per un Pensiero Altro è la rubrica filosofica di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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