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Elisoccorso, l’Usb del vigili del fuoco: “Il servizio deve restare pubblico, pronti a denunciare le irregolarità”

Nel giorno in cui "comincia 'finalmente' il percorso di privatizzazione del servizio di elisoccorso ligure"

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Liguria. “Proseguiremo la nostra lotta per cercare di mantenere un servizio che deve e dovrebbe continuare a restare pubblico, denunciando all’opinione pubblica eventuali responsabili di scelte e comportamenti scellerati e riservandoci di denunciare alle autorità preposte eventuali irregolarità riscontrate nell’attuazione di tali scelte e comportamenti”. Lo affermano i rappresentanti dell’Usb dei vigili del fuoco nel giorno in cui “comincia ‘finalmente’ il percorso di privatizzazione del servizio di elisoccorso ligure, quello che era ritenuto un fiore all’occhiello dell’amministrazione dei vigili del fuoco ma sopratutto di un servizio (l’ultimo a morire) totalmente di carattere pubblico gratuito, grazie alla collaborazione tra Regione Liguria e vigili del fuoco”.

“L’Usb è stata la prima e unica sigla sindacale ad indire lo stato di agitazione nazionale, quando il capo dipartimento, nei primi giorni di agosto, inviò al governatore della Liguria, una missiva contenente motivazioni a nostro parere del tutto infondate per redimere la convenzione di elisoccorso entro fine 2018. Da quel giorno siamo stati testimoni e parte attiva di una lotta praticamente in solitaria, che si conclude oggi, con l’avvio di affidamento a soggetto privato, tramite gara d’appalto indetta da Regione Liguria in collaborarazione con Regione Lombardia, per lo svolgimento del servizio di eliambulanza (Hems) per un valore complessivo superiore a 33 milioni di euro in nove anni a discapito dei costi appena trascorsi che ammontavano a 1,8 milioni di euro annui per lo svolgimento in toto del servizio con i vigili del fuoco”.

“Dalla missiva del capo dipartimento dal 9 agosto 2018 si sono susseguiti fatti ed avvenimenti importanti, tra cui il crollo del ponte Morandi, che hanno stravolto la vita degli abitanti liguri e non solo e che hanno in qualche modo compromesso anche il ‘piano lampo’ per distruggere la convenzione elisoccorso. Dopo il crollo del ponte Morandi, infatti, si sono materializzati a Genova uomini ed elicotteri dei vigili del fuoco che nella missiva di qualche giorno prima sembravano non essere in possesso del corpo nazionale o quantomento dovevano essere impiegati in altri compiti istituzionali ritenuti più importanti. Improvvisamente, abbiamo assistito alla vana promessa di rilancio della dirigenza dei vigili del fuoco di mantenere il Reparto volo ligure dotato di due elicotteri AB412 completi di equipaggio di soccorso fino al 31 dicembre 2018 per ovviare alla difficile situazione in atto, oltretutto danneggiando l’immagine dell’ intero corpo nazionale”.

“Abbiamo assistito invece, alle promessa mantenuta dell’assessore alla sanità ligure, di garantire la presenza presso il reparto volo di due medici e due infermieri professionali sino al 31 dicembre 2018 per far parte degli equipaggi di volo promessi ma disattesi nella realtà dei fatti dai vigili del fuoco. Abbiamo assistito alla promessa mantenuta dalla Regione Liguria in stretta collaborazione con la Regione Lombardia , di indire una gara d’ appalto entro la fine 2018 per quel che concerne l’affidamento dei servizi Hems (eliambulanza) a soggetto privato, mantenendo lo specchietto per le alloddole di continuare una sorta di collaborazione con i vigili del fuoco per quel che concerne i servizi Hemts ovvero di soccorso tecnico sanitario a persona in zone impervie o in mare con elicottero, senza tra l’altro ricevere garanzie in merito al sostentamento di tale servizio da parte dell’amministrazione, tanto è vero che questo pseudo accordo sarà oggetto di riflessioni ed eventuali rinnovi di anno in anno”.

Ora i delegati Usb sono “pronti a scommettere che le risposte dell’amministrazione dei vigili del fuoco saranno vaghe, poco chiare e comunque come recentemente accaduto, disattese, per costringere la Regione ad affidare definitivamente il pacchetto completo del servizio, senza ovviamente dimenticare un ritocco dei costi che ovviamente non saranno al ribasso. Proseguiremo la nostra lotta per cercare di mantenere un servizio che deve e dovrebbe continuare a restare pubblico, denunciando all’opinione pubblica eventuali responsabili di scelte e comoprtamenti scellerati e riservandoci di denunciare alle autorità preposte eventuali irregolarità riscontrate nell’attuazione di tali scelte e comportamenti”.

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