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Elezioni consiglio provinciale, la Lega “spariglia le carte”. Sasso del Verme: “Nessuna lista unica con il Pd”

Si va verso la lista di centrodestra con Forza Italia. Arboscello (Pd): “Nemmeno noi facciamo accordi con la Lega”

Provincia. “Nego tassativamente l’ipotesi di un listone unico che comprenda Lega, Forza Italia e Pd”. È categorica e senza sconti la presa di posizione del segretario provinciale della Lega Roberto Sasso del Verme che ha così “sparigliato le carte” in vista delle imminenti elezioni del consiglio provinciale.

Tante le indiscrezioni circolate, che parlavano di tre scenari completamente diversi in ballo: la possibile presenza del famoso “listone unico” (ipotesi che sembrava fondata, sopratutto dopo il plebiscito per l’elezione del presidente Olivieri); una corsa a tre senza alcuna alleanza; la presenza di due liste, una di centrodestra (Lega e Fi) e la lista targata Pd.

E proprio questa ultima ipotesi sembrerebbe essere, ad oggi, la più accreditata, almeno nelle intenzioni di Sasso Del Verme, che ha spiegato: “La Lega non fa accordi con il Pd. Noi siamo orientati alla composizione di una lista di centrodestra e accoglieremo chiunque voglia venire con noi”.

Un “chiunque” che sembra sottintendere la componente forzista, che ha aperto all’ipotesi, come ha spiegato il coordinatore provinciale di Forza Italia Santiago Vacca: “Non posso dire ancora con certezza se sarà formata una lista di centrodestra, ma è chiaro che la Lega è un nostro alleato naturale. Rompere con loro, con cui vantiamo solide alleanze a livello regionale e anche in numerosi Comuni, per fare un listone unico con il Pd non mi sembra possibile. La formazione di una lista di centrodestra è l’ipotesi più accreditata e ragionevole in questo momento”.

Questo, invece, l’intervento del capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, nonché ex presidente della Provincia, Angelo Vaccarezza, che è entrato più nello specifico, aprendo a sua volta all’ipotesi di una lista di centrodestra e “bacchettando” il Pd.

“Quattro anni fa noi raccogliemmo le firme per la candidatura di Monica Giuliano (Pd) alla presidenza della Provincia. Fui io stesso ad autenticare le firme e l’impegno del Pd allora fu quello di formare poi un listone unico, ma fecero dietrofront e ci dissero di no. Un ‘no’ al listone unico ribadito poi due anni dopo. Noi siamo sempre stati per la formazione di una lista unica e lo saremmo stati anche questa volta, ma dopo gli avvenimenti del passato, sentire il Pd lamentarsi della scelta della Lega è francamente assurdo. Nelle occasioni precedenti, inoltre, dal giorno successivo alle elezioni abbiamo sempre lavorato tutti assieme e, per quanto ci riguarda, sarà così anche questa volta. Siamo ancora favorevoli alla lista unica, ma allo stesso tempo non vedo alcun motivo per cui non dovremmo formare una lista di centrodestra con il nostro alleato naturale, la Lega. Ora è il momento di smorzare i toni e di pensare ai problemi della Provincia”, il commento di Vaccarezza.

Se da una parte la Lega ha annunciato di “non voler fare accordi con il Pd”, infatti, i dem dal canto loro hanno risposto con la stessa moneta attraverso le parole di Roberto Arboscello che, in veste di sindaco di Bergeggi si è detto “dispiaciuto e contrariato in relazione all’i possibilità di presentare una lista unica”, ma che nei panni di segretario del Pd ha rilanciato, affermando che “nemmeno il Pd ha intenzione di fare accordi con la Lega”.

“Già in passato, – ha affermato Arboscello, – avevo chiesto chiaramente e espresso la necessità che la politica rimanesse fuori dalla ‘partita’ della Provincia. In occasione dell’elezione del presidente Olivieri avevamo dato il nostro sostegno in virtù della volontà di fare una lista unitaria nell’interesse dei cittadini e del territorio. Da sindaco sono dispiaciuto e contrariato per l’impossibilità di formarla, ma da segretario del Pd non posso che replicare affermando che, per quel che mi riguarda, nemmeno noi abbiamo intenzione di fare alleanze con la Lega”.

Per quanto riguarda la componente tecnica delle elezioni, il numero complessivo degli iscritti al voto è pari a 843 (69 sindaci e 774 consiglieri comunali) e pertanto il numero minimo di sottoscrizioni a corredo della presentazione di ciascuna lista di candidati per il consiglio provinciale di Savona ammonta a 43 (5 per cento degli aventi diritto al voto).

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