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Caso Ata, Caprioglio: “Interferenze? Saccone ne risponderà”. E lei replica: “Mi denunci, aspetto con ansia…”

E l'esponente del gruppo misto ribadisce: "Si dimetta, in questo momento così delicato meglio avere un commissario"

Savona. “Il sindaco per dovere istituzionale, qualora sia necessario, si rende disponibile con le forze dell’ordine e la magistratura per fare chiarezza su questa vicenda e qualsiasi altra, e non crea interferenze di alcun genere, come ha dichiarato il consigliere Simona Saccone, che risponderà di certe affermazioni nelle sedi preposte“. Così il sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio, ha replicato ieri sui social alla consigliera del gruppo misto Simona Saccone che, dopo le perquisizioni in Ata e gli avvisi di garanzia ai dirigenti dell’azienda, ne aveva invocato le dimissioni “per permettere alle forze dell’ordine di lavorare con tranquillità senza interferenze”.

Casus belli, ovviamente, è l’indagine della Guardia di Finanza su presunte irregolarità nell’assegnazione delle consulenze per la preparazione del piano concordatario dell’azienda partecipata, passo essenziale per salvarla dal fallimento. Nel mirino sono finiti il presidente di Ata Alessandro Garassini, l’amministratore delegato Matteo Debenedetti e due consulenti, uno con sede a Savona e l’altro a Genova: il sospetto delle Fiamme Gialle è che alcuni incarichi siano stati affidati direttamente a loro, in quanto già conosciuti e legati ad Ata da operazioni passate, senza passare da un regolare bando di gara.

Di fronte alle perquisizioni di venerdì, avvenute anche in Comune, Saccone aveva preso posizione pubblicamente chiedendo “per coerenza e correttezza nei confronti dei cittadini che il sindaco consegni le dimissioni per permettere alle forze dell’ordine di lavorare con tranquillità senza interferenze anche all’interno del Comune”. Auspicava quindi l’arrivo di un commissario “che porterà avanti il lavoro iniziato e farà in modo di ridare i soldi pubblici delle tasse dei cittadini nei servizi che i cittadini meritano di avere”. Una picconata in piena regola a Caprioglio, che se sulla frecciata politica ha preferito soprassedere su quel riferimento a presunte “interferenze” ha tirato fuori gli artigli: “Saccone ne risponderà nelle sedi preposte”.

Saccone, però, non sembra per nulla intimidita, e anzi annuncia una sorta di “autodenuncia”. “Aspetto con ansia la querela del sindaco riguardo la lecita ed educata richiesta di un consigliere che ne chiede le dimissioni – chiosa – per permettere alla guardia di finanza di fare il suo lavoro senza interferenza. Penso che porterò questa cosa davanti alla Procura della Repubblica“. Un’intenzione ribadita anche sui social direttamente a Caprioglio: “Secondo il regolamento io posso chiedere le sue dimissioni (chiaramente voi non le darete). Interferenze possono essere di vario tipo, comunque io lunedì andrò in procura a raccontare il fatto e mi autodenuncerò aspettando che la magistratura colga nelle mie parole motivo di querela”. E conclude rincarando la dose: “In questo momento così delicato il bene di Savona sarebbe un commissario che gestisca un comune in predissesto“.

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