IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Caccia, il Movimento Animalista: “Basta con la mattanza di cuccioli di cinghiali, caprioli e daini”

" Corre l’anno 2019 e non siamo più, o almeno così dovrebbe essere, nel medioevo"

Più informazioni su

Provincia. “E’ davvero incredibile e disgustoso e il Movimento Animalista Liguria stavolta non ci sta. Vogliamo denunciarlo a gran voce, tutti devono sapere l’orribile atto di barbarie a cui l’amministrazione di Savona e la Regione Liguria sembrano non essersi ancora opposte, chinando ancora una volta la testa di fronte ai cacciatori, questa volta quelli di Savona”. E’ violentissimo l’attacco sferrato dal Movimento Animalista della Liguria, che facendo eco a quanto denunciato da Enpa, si scaglia contro la riapertura della caccia a partire dal 3 gennaio.

“Dal 3 gennaio 2019 i cacciatori potranno uccidere le madri di capriolo e di daini e anche i loro cuccioli, forti di una Legge fatta a loro uso e consumo, che va cambiata senza più aspettare le vane promesse fatte negli anni dalle varie forze politiche che si sono avvicendate. I cacciatori di selezione savonesi potranno prendersi la prima delle molte ‘soddisfazioni’ concesse loro da una legge colabrodo: sparare ad un cucciolo di capriolo o daino, o a sua madre. Sono molti gli animali che potranno essere uccisi fino al 14 marzo; nella sola zona di levante, delle quattro in provincia di Savona, da Finale Ligure a Varazze e fino a Sassello, saranno 265 e 42 rispettivamente caprioli e daini cuccioli e le rispettive madri. E continuerà ancora per tutto il mese di gennaio la caccia al cinghiale, dopo che i conti degli abbattimenti effettuati finora hanno dato lo stesso risultato di tutti gli anni scorsi: nei mesi precedenti gli ‘sportivi’ non sono riusciti ad abbattere il contingente loro assegnato, ‘solo’ 3.376 contro 9.350, uno su tre; accade da sempre così: si fanno fare i censimenti ai cacciatori su porzioni limitate di territorio e si tirano fuori i numeri presunti, ma molto presunti, del totale sull’intero territorio; si stabilisce una percentuale da abbattere e si ottiene il numero del ‘morituri’ annuali; questo numero non viene mai raggiunto neppure nella prima parte della stagione venatoria e quindi tutti gli anni, ma proprio tutti, si proroga la caccia al mese di gennaio grazie alla legge colabrodo; contenti tutti, politici, amministratori, cacciatori ed agricoltori”.

“E così ora il sistema vale anche per daini e caprioli. E’ il momento dire basta, è il momento che le amministrazioni e le forze politiche si assumano le loro responsabilità e prendano provvedimenti contro queste che non sono alto che stragi di animali, senza alcun profitto ne utilità vera, se non la squallida soddisfazione di un piccolo contingente di tristi esseri umani, i cacciatori, che hanno pure il coraggio di ritenersi ‘risolutori’ di un problema che è l’ora di affrontare seriamente e con ben altri metodi che vanno discussi e trovati. Corre l’anno 2019 e non siamo più, o almeno così dovrebbe essere, nel medioevo. E’ ora che tutti sappiano, è ora che anche su questi temi l’atteggiamento omertoso di questo paese finisca: vi siete mai chiesti quanti sono davvero i cinghiali, i daini ed i caprioli? Abbiamo mai avuto una risposta seria, documentata, frutto di censimenti reali, fatti da personale qualificato o con la necessaria strumentazione? Oppure ce ne siamo sempre tutti stati delle opinioni e dei rapporti fittizi dei cacciatori, di cui i politici, tutti, si sono sempre fatti scudo?”

“Oggi, oltre alle persone, possediamo metodi attendibili offerti dalla moderna tecnologia (droni, sistemi ad infrarossi, telecamere, sistemi satellitari, microchip etc.). E quando qualcuno prova a farne uso, vedi la Protezione Animali in alcune aree, si scopre, per esempio, che di ungulati, comunque presenti in provincia in buon numero, ce ne siano molti meno di quanti se ne voglia far credere. E vogliamo farvi riflettere su un’altra cosa: sapete perché la presenza dei cinghiali, dei daini, dei caprioli è percepita molto di più dalla popolazione? Perché gli animali si avvicinano agli abitati; e si avvicinano alle nostre case, lasciando il loro ecosistema, proprio perché sono stati indotti ad abituarsi alla presenza dell’uomo dai cacciatori che, ‘per trattenerli sui loro territori di caccia, li hanno alimentati per decenni’ e qualcuno lo fa ancora adesso illegalmente. Ovviamente, proprio come fanno i nostri cani e i gatti, anche questi animali vengono attratti dalla speranza di poter reperire del cibo facilmente”.

“Vogliamo, dobbiamo, chiediamo alla politica tutta, di avere il coraggio di ammettere che la grande responsabilità della caccia è la liberazione in passato degli ungulati, e non solo, in territori in cui da anni erano spariti, allo scopo di farli crescere di numero ad esclusivo fine venatorio. La caccia, non solo non vuole contenere la popolazione di cinghiali, daini e caprioli, ma, come ha detto di recente l’onorevole Brambilla, è la causa e non la soluzione del sovrannumero di animali. Siamo d’accordo ed è sotto gli occhi di tutti che ormai anche da noi, come si sta facendo in molti paesi del mondo, il problema vada affrontato, ma nell’ottica di trovare soluzioni in equilibrio tra il rispetto degli animali e della natura e la salvaguardia delle coltivazioni e la sicurezza dell’uomo; non certo attraverso ciechi, inutili spargimenti di sangue”.

“Questo a meno di non avere il coraggio di dire e di insegnare ai nostri figli che nell’era del più alto sviluppo tecnologico e progresso scientifico, l’uomo ha continuato a preferire di uccidere i cerbiatti, perché non aveva il tempo di occuparsi di gestirli. Il Movimento Animalista Ligure questa ipocrisia non ce l’ha! Preghiamo tutte le associazioni animaliste, ma anche tutti i privati cittadini di sostenerci e di inviarci una mail al nostro indirizzo mail: liguria@movimentoanimalista.it, per dire basta ed aiutarci a fermare questi atti di profonda inciviltà”, concludono dal Movimento Animalista.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.