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Boldrini in aula contro Camiciottoli: “Mi ha ferito come donna, preoccupata come madre e offesa come politico” fotogallery

Il sindaco di Pontinvrea aveva suggerito di far scontare a degli stupratori i domiciliari a casa Boldrini per "metterle il sorriso"

Savona. “Quel messaggio mi feriva moltissimo come donna, perché mi si augurava qualcosa di ripugnante e si suggeriva l’idea che potesse essere piacevole. Mi preoccupava come madre, perché sapevo che mia figlia l’avrebbe letto. Mi indignava come politico, perché mi indicava come mandante morale dello stupro di Rimini. E mi offendeva come rappresentante delle istituzioni, perché io in quel momento ero la terza carica dello Stato e a offendermi era un sindaco”.

Laura Boldrini processo Camiciottoli tribunale

Così è iniziata la deposizione di Laura Boldrini in Tribunale a Savona, nell’ambito del processo per diffamazione che vede imputato il sindaco di Pontinvrea, Matteo Camiciottoli. Il primo cittadino leghista nel settembre 2017 fece un post su Facebook nel quale suggeriva di far scontare gli arresti domiciliari agli stupratori di Rimini a casa dell’allora presidente della Camera, “magari le mettono il sorriso”.

Quelle dichiarazioni, ha spiegato Boldrini, erano “figlie” di una posizione politica che in quei giorni prendeva piede, secondo la quale l’ex presidente della Camera era in qualche modo a favore dell’immigrazione incontrollata: “Gli articoli di quel periodo – ricorda Boldrini – sottendevano che io in qualche modo fossi responsabile della cosiddetta ‘invasione’. Ma io non ho mai parlato di ‘porte aperte’, non ho mai detto ‘vengano tutti’: questa è una mistificazione. Voglio chiarire la mia posizione, qui, una volta e per sempre: io sono una donna delle istituzioni, quello che dico è che si seguono l’ordinamento giuridico, la Costituzione e la legge. E la legge dice che chi vuole chiedere asilo politico deve poterlo fare; allo stesso modo dice che chi entra illegalmente sul territorio senza permesso di soggiorno va espulso. Questa è la mia posizione: chiunque me ne attribuisce un’altra mi diffama”.

Una deposizione, quella di Boldrini, decisamente appassionata, in cui spesso ha distolto l’attenzione dal giudice o da chi la interrogava per fissare negli occhi Camiciottoli, che la osservava dai banchi dell’aula. Una schermaglia evidente soprattutto quando l’avvocato del sindaco le ha chiesto conto delle sue posizioni politiche: “Lei sta suggerendo – ha risposto Boldrini – che le mie idee, qualsiasi esse siano e per quanto possano essere state travisate, giustifichino in qualche modo un augurio di stupro? Ho visto augurare stupri agli avversari politici in Bosnia e in Ruanda, ma lì c’era la guerra – ha ricordato – Non posso pensare che si possa intimidire allo stesso modo una donna in un Paese del G8”.

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