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Ata, pronto il nuovo piano concordatario: “Abbiamo fatto tutto il possibile, siamo ottimisti”

Questa mattina il via libera dell'assemblea dei soci, verrà presentato in tribunale entro dopodomani

Savona. Ore febbrili in Ata spa, l’azienda partecipata attiva nel settore della raccolta rifiuti. Tra due giorni, infatti, scade il termine per la presentazione del nuovo piano concordatario dopo la richiesta di integrazioni fatta dal tribunale di Savona.

Dopo l’incontro di ieri con il notaio, questa mattina i membri del consiglio di amministrazione hanno presentato il nuovo piano all’assemblea dei soci, ottenendo il via libera. Entro dopodomani, dunque, i documenti con le integrazioni richieste finiranno sulla scrivania del giudice delegato Stefano Poggio. Poi non rimarrà che attendere e incrociare le dita.

Ata udienza tribunale

“Come già detto in precedenza siamo ottimisti – commenta l’amministratore delegato Matteo Debenedetti – anche perché si tratta di un’azienda che svolge un servizio pubblico e dà da vivere a 230 persone più l’indotto. Tutto ciò che era nelle possibilità nostre e del socio Comune di Savona è stato fatto: siamo speranzosi, e abbiamo piena fiducia nelle istituzioni che dovranno decidere la sorte dell’azienda”.

Giorni decisivi, dunque, dopo la “fumata grigia” di dicembre quando il giudice si riservò di decidere in seguito, dopo essersi riunito con il Collegio, così come previsto dalla procedura. “Il commissario nominato dal tribunale ha esposto una serie di considerazioni e valutazioni con necessità di puntualizzazioni – aveva spiegato il presidente Alessandro Garassini – La materia è di una complessità assoluta e quindi tutti ragionano per soddisfare al meglio il ceto creditorio nell’auspicio di poter salvare l’azienda. Ci sono dei documenti significativi e compendiosi, basti pensare che abbiamo prodotto quasi mille pagine”.

Il piano di salvataggio prevede la costituzione di una New.co, una nuova società che si accollerà i contratti di igiene urbana e buona parte dei debiti di Ata. L’azienda continuerà ad operare (si tratta di un concordato in continuità d’impresa) mentre sul Comune di Savona graveranno gli oneri relativi al periodo post mortem della discarica di Cima Montà, che durerà 30 anni.

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