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Area di crisi, Apm Terminals esclusa dal bando. Il sindaco di Vado tranquillizza: “Per noi non cambia nulla”

Berta (Industriali): "Bene l'arrivo di due realtà, lavoriamo per trovare altre risorse e finanziare anche gli altri progetti in graduatoria"

Vado Ligure. “I due progetti presentati da Apm Terminals erano ‘addizionali’ rispetto al piano di assunzione già approvato coi sindacati legato alla realizzazione della piattaforma contenitori. Per noi, quindi, non cambia nulla”. Così il sindaco di Vado Ligure, Monica Giuliano, commenta l’esclusione di Apm Terminals dal bando di Invitalia per finanziare iniziative industriali legate all’area di crisi complessa nel savonese.

L’azienda, facente capo al colosso danese dei trasporto marittimi Maesk, si era inizialmente aggiudicata quel bando arrivando prima nella graduatoria, anche grazie a una richiesta di “soli” 4 milioni di euro a fronte di 196 posti di lavoro. Dietro di lei altre due aziende, la Pegaso Systems (che chiede 15 milioni e promette 60 assunzioni) e la Carbongraph (5 milioni, 40 assunzioni), entrambe interessate a insediarsi nelle ex aree Ferrania. Ieri, però, è arrivato un tweet del Ministero dello Sviluppo Economico che ha annunciato l’esclusione da quella graduatoria di Apm, con le due aziende che seguono che ora diventano ovviamente le principali indiziate a spartirsi i 20 milioni a disposizione.

Sulle ragioni di questa esclusione, però, non ci sono ancora dichiarazioni ufficiali: al momento l’ipotesi più concreta è quella che il Ministero abbia in qualche modo collegato le assunzioni al progetto già in essere (i finanziamenti sono infatti destinati a nuovi progetti industriali, mentre quello della piattaforma è già in corso). “Sono in attesa di capire anche io la motivazione, ma come sindaco mi sento tranquilla perché i progetti già in essere proseguono – spiega Giuliano – Però so che quei due progetti come detto erano ‘in più’ e prevedevano ulteriore occupazione, non avevano nulla hanno a che fare con le assunzioni per la piattaforma. Il fatto che il ministero abbia deciso di escluderli dal finanziamento non va quindi a inficiare i programmi in itinere nel Comune di Vado riguardante l’occupazione nella piattaforma”.

“Un bene o un male l’esclusione di Apm dai finanziamenti? Nessuna delle due – è il commento di Alessandro Berta, direttore dell’Unione Industriali savonese – Le maglie del bando Invitalia sono particolarmente complesse, in particolare per quanto riguarda la grande impresa. Non conosco le ragioni dell’esclusione, ma immagino che siano legate alla tipologia di investimento (processi innovativi nella gestione della merce). Ne prendiamo atto e confidiamo che vadano avanti gli altri”.

L’importante, avverte Berta, è che quei finanziamenti alla fine arrivino sul territorio: “In alcuni casi in cui c’erano poche domande, è accaduto che nessuno venisse ammessa. Fortunatamente non dovrebbe essere questo il caso, anzi confido che entrambe le aziende subito dietro Apm ce la facciano”. L’auspicio, semmai, è che oltre a Pegaso e Carbongraph possano approdare nel savonese anche altre aziende: “Sarebbe interessante se si trovassero ancora risorse per riuscire a finanziare anche altri progetti in graduatoria. Su questo stiamo cercando di lavorare con i nostri parlamentari – conclude Berta – l’obiettivo è portare a casa ancora un finanziamento che permetta di coprirli, se non tutti, quasi tutti”.

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