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Andrea, Lorenzo ed ora Alessandro: in corso Italia a Pietra Ligure tre incidenti mortali in pochi anni

Nello stesso tratto un altissimo numero di tamponamenti ed investimenti pedonali più o meno gravi

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Pietra Ligure. Cento metri di strada al termine di un lunghissimo rettilineo, senza dossi né altri strumenti di riduzione della velocità nonostante le richieste di cittadini ed amministratori comunali, che negli ultimi sei anni sono stati teatro di almeno tre incidenti mortali ed un altissimo numero di tamponamenti ed investimenti pedonali più o meno gravi.

Il terribile schianto avvenuto questa notte in corso Italia a Pietra Ligure, che è costato la vita al 21enne Alessandro Chiesa e ha mandato all’ospedale, in gravi condizioni, due suoi amici, è purtroppo l’ultimo di una serie di episodi simili che, nei casi peggiori, si sono conclusi in maniera altrettanto drammatica.

Pensando soprattutto alla giovanissima età dei ragazzi coinvolti, la mente corre subito al precedente più vicino nel tempo: quello che all’inizio di giugno di due anni fa ha avuto come protagonista Lorenzo Scianda. Nella notte tra il primo ed il 2 giugno, il 22enne stava percorrendo la strada in sella alla propria moto di ritorno da una serata con gli amici trascorsa a Spotorno. Improvvisamente il ragazzo ha perso il controllo del mezzo ed è andato a sbattere violentemente contro un’altra auto. L’impatto è stato violentissimo: il giovane ha riportato un grave trauma cranico e altre lesioni risultate fatali nonostante l’impegno dei volontari di Pietra Soccorso Prima e dello staff del Santa Corona dopo.

Un altro incidente drammatico si è verificato a ottobre 2012 ed è costato la vita ad Andrea Patrone. Il 43enne cerialese stava viaggiando in direzione ponente quando nel tentativo di sorpasso di un’auto ha perso il controllo della moto, prima derapando nel tentativo di non cadere ed in seguito scivolando sull’asfalto bagnato per la pioggia con il manubrio girato, finendo poi la sua corsa contro l’auto parcheggiata sul lato opposto della strada. Un sorpasso, secondo gli accertamenti investigativi dei vigili urbani, avvenuto non a velocità sostenuta, quindi un incidente provocato dalla strada viscida per la pioggia, che ha reso impossibile per il 43enne cerialese il controllo della sua moto.

Anche se in quest’ultimo caso le cause dell’incidente non vanno ricercate nell’alta velocità, secondo tanti pietresi quel tratto di strada andrebbe reso più sicuro. E’ proprio sulla base di questa necessità che, quest’estate, il capogruppo della lista civica di minoranza di “100% Pietra” Nicola Seppone ha presentato due mozioni specifiche per richiedere all’amministrazione Valeriani di predisporre tutte le misure necessarie per migliorare la sicurezza della via Aurelia e, in particolare, del tratto in questione.

Nei pressi dell’attraversamento pedonale di corso Italia, in prossimità dei bagni Sartore “i cittadini (e i vacanzieri) lamentano con ragione la pericolosità di quelle strisce. Da un lato abbiamo la scarsa visibilità per chi attraversa da lato mare verso monte (i bidoni della differenziata posizionati in quel punto, purtroppo, non aiutano); dall’altra parte, invece, ricordiamo anche una petizione, sottoscritta qualche anno fa da molti cittadini, per chiedere l’installazione di dissuasori di velocità proprio in prossimità di quell’attraversamento”.

“Nonostante la non competenza diretta dell’amministrazione comunale, pare evidente come queste situazioni di potenziale pericolo vadano ad incidere pesantemente sull’incolumità dei cittadini e, conseguentemente, in capo all’amministrazione dovrebbe sorgere un dovere di intervento, attraverso le modalità che gli competono, al fine di stimolare l’ente/società competente a prendere dei provvedimenti concreti e risolutivi, come ad esempio l’installazione di dissuasori di velocità nei pressi degli attraversamenti pedonali più critici della via Aurelia di Pietra Ligure (in particolare, a titolo esemplificativo, si ricordano quelli di corso Italia posti davanti ai bagni Sartore e quelli situati di fronte ai bagni Gabri). Tutto ciò in un’ottica di prevenzione degli incidenti stradali e per scongiurare il verificarsi di ulteriori spiacevoli episodi, non solo durante l’estate ma, più in generale, per garantire la sicurezza di tutti i cittadini 365 giorni l’anno” aveva detto Seppone.

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