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Anche la Liguria a Torino per dire sì alla Tav: in piazza Toti e il sindaco di Vado foto

Tra i partecipanti Monica Giuliano: "Lo sviluppo non aspetta, dobbiamo dare forza ai nostri progetti"

Torino. C’è anche un po’ di Liguria oggi a Torino per manifestare a favore della Tav. Nella città della Mole, infatti, si sono recati il presidente della Regione, Giovanni Toti, e il sindaco di Vado Ligure, Monica Giuliano.

L’appuntamento era fissato per le ore 10 in piazza Castello. I manifestanti sono arrivati alla spicciolata, indossando sciarpe e indumenti arancioni, per dare vita a un flash mobile a sostegno della Torino-Lione. Una manifestazione che il comitato organizzatore “Sì, Torino va avanti” ha promosso come “apartitica” e “non contro il governo”, ma che vede comunque l’adesione di diverse forze politiche (tra cui Pd, Forza Italia e Lega) e di molti amministratori comunali di tutta Italia.

Tra questi, come detto, il sindaco di Vado Ligure: “Il nostro – spiega Giuliano in piazza – è un si alle infrastrutture che devono essere completate in tempi rapidi. Lo sviluppo non aspetta e abbiamo bisogno di dare forza ai nostri progetti che riguardano la portualità”.

tav Torino

Tra i partecipanti di spicco, anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Se oltre cento anni fa non fosse stata costruita la grande diga del porto di Genova, ora le grandi navi non sarebbero da noi e migliaia di persone non ci lavorerebbero – spiega – È solo un esempio del perché oggi siamo a Torino: per difendere le grandi opere e un progetto di Paese che guarda al futuro, che si vuole modernizzare, che vuole avere una logistica a sostegno delle proprie imprese che non costi il 30% in più rispetto agli altri paesi d’Europa. Un paese che vuole progettare il futuro”.

Toti si dice poco convinto anche dall’ipotesi del referendum visto che, sostiene, “fa parte della politica scegliere. E la scelta di fare la Tav è una scelta facile perché è un’opera che è già partita e deve essere finita, sennò questo resterà il paese delle grandi incompiute, sia di opere pubbliche che di scelte. Il referendum serve, ma questo è un altro modo, come l’analisi costi e benefici, per abdicare alle scelte della politica. Siamo stati eletti dai cittadini, gli abbiamo detto che vogliamo modernizzare questo paese, assumiamoci le nostre responsabilità e facciamolo”.

E se da un lato non pensa che questa manifestazione, che vede in piazza anche gli esponenti della Lega, porterà a una caduta del governo (“anche perché non saprei pensare una diversa alternativa in questo momento in parlamento”), non manca, comunque, di attaccare le scelte del ministro: “Trovo che sia arroganza pensare che un ministro possa scegliere diversamente o che 4 tecnici, chiusi in una stanza, pensino e sappiano di più di tutto quello che pensa il mondo produttivo del nord ovest del paese. Le opere pubbliche sono un tema di visione politica e sviluppo, non di costi e benefici”.

Si tratta della seconda manifestazione organizzata a Torino dai “Sì Tav” dopo quella dello scorso 10 novembre a cui parteciparono 40 mila persone. In ballo ci sono 800 posti di lavoro già in essere e 6000 possibili assunzioni.

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