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Albenga, poker di nomi per il candidato sindaco del centrodestra: new entry è l’ex farmacista Sergio Savorè 

Il centrosinistra tenta lo sgarbo portando con sé Ennio Fazio: mossa per sottrarre voti ai rivali e per “spaccare” Coldiretti?

Albenga. È Sergio Savorè la new entry tra i papabili candidati del centrodestra ad Albenga alle prossime elezioni amministrative 2019. Un nome forte quello dell’ex proprietario della farmacia San Michele, oggi in pensione, conosciuto e stimato all’ombra delle torri ingaune. Adesso, dunque, in mano al centrodestra ci sarebbe un poker di nomi di tutto rispetto che, seppur in ambiti differenti, sembrano però poter tutti legittimamente aspirare alla carica di candidato sindaco.

Poker centrodestra Albenga 2019

Oltre a Savorè, resta sempre viva l’ipotesi del segretario della Lega di Albenga Cristina Porro, che potrebbe scendere in campo in prima persona, forte del grandissimo consenso (stando ai sondaggi, in costante crescita) del suo partito. Ma dall’altra parte c’è anche il portavoce albenganese di Forza Italia Eraldo Ciangherotti, la cui possibile candidatura sembra tutt’altro che tramontata.

E anche i movimenti e i comunicati redatti dai due partiti fanno pensare: dall’inizio della campagna elettorale mai, o quasi, un comunicato congiunto Lega-Forza Italia, benché rappresentino una coalizione e non sono avari nel ricordarlo costantemente, e movimenti quasi in solitaria (Ciangherotti ha già organizzato un appuntamento elettorale al Cianghe Point tutto in salsa “Forza Italia”, mentre la Lega continua le riunioni “circoscritte”, però, a iscritti e simpatizzanti).

E se si analizza il recente passato, emerge con chiarezza quello che potrebbe essere il motivo che ha scatenato, e fa perdurare tutt’ora, la fase di impasse.

In tanti, infatti, hanno dato per certa l’uscita dai giochi di Ciangherotti perché “rappresenta oggettivamente il partito di ‘minoranza’ (a livello di consensi nazionale) all’interno della coalizione di centrodestra”. Ma gli stessi probabilmente dimenticano che, nel 2010, nonostante una supremazia in termini di consensi a livello nazionale, fu Forza Italia ad aprire le porte alla candidata leghista Rosy Guarnieri, in un momento storico in cui il Carroccio si attestava tra il 7 e il 10 per cento. Uno scenario replicato anche nel 2014, nonostante la “caduta” della zarina verde.

È lecito, dunque, pensare che anche Forza Italia sia convinta di aver le armi e il “credito” per far leva sugli alleati, sdoganando il concetto della supremazia per preferenze di stampo nazionale. E proprio in tal senso nei mesi scorsi era emerso un nome che sembrava poter mettere d’accordo Carroccio ed Fi: quello dell’ex presidente di Coldiretti Gerolamo Calleri, in orbita Lega e forte dei voti degli agricoltori ingauni.

Ma il nome di Calleri si è “raffreddato” forse anche a causa della “cena galeotta” andata in scena proprio ad Albenga, alla quale erano presenti il candidato sindaco del centrosinistra Riccardo Tomatis, l’attuale sindaco Giorgio Cangiano e Ennio Fazio: in tavola, il possibile (sembra certo) appoggio da parte dell’ex sindaco cerialese alla coalizione di centrosinistra in vista del voto.

Una mossa probabilmente dalla duplice finalità quella messa in campo dal duo Tomatis-Cangiano: da una parte, infatti, significherebbe sottrarre al centrodestra una figura storica e, allo stesso tempo, “spaccare” Coldiretti. Anche Fazio, infatti, ha svolto un ruolo di peso all’interno di Coldiretti (ex presidente regionale) e potrebbe essere pronto a contendere i voti degli agricoltori all’ex collega Calleri.

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