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Albenga, apre la nuova “Biblioteca diocesana” diretta da Giovanni Battista Gandolfo 

Lo annuncia il decreto vescovile di monsignor Borghetti. La nuova istituzione mantiene la sede nel seminario

Albenga. “Con l’inizio del nuovo anno, mons. Giovanni Battista Gandolfo è a capo della “Biblioteca diocesana” istituita in diocesi. Intitolata a monsignor Alessandro Piazza, vescovo di Albenga dal 1965 al 1990”.

Lo annuncia il decreto vescovile di monsignor Guglielmo Borghetti, la firma del quale certifica l’esistenza della nuova istituzione, che mantiene la sede nel seminario di Albenga. Oltre 60mila volumi, suddivisi in Fondo antico (12 mila libri), Fondo moderno, Fondo ottocentesco, Sezione ligure e Sezione riviste, tutti custoditi in sei sale. Anche i locali rimangono di proprietà del seminario, ma saranno gestiti dalla diocesi, essendo stati destinati a tale uso da un apposito statuto a firma del vescovo ed approvato da parte della Cei.

“Il patrimonio librario è composto dal fondo originario del seminario – è scritto nel nuovo regolamento – e dai fondi qui depositati in tempi successivi. Tali fondi sono da considerarsi di proprietà della diocesi e rimarranno presso la biblioteca del seminario solo fino a quando essa svolgerà le funzioni di biblioteca diocesana”.

L’operazione è dovuta al continuo aumento dei volumi da registrare, alla necessità di ampi spazi dove collocare i libri e alla sempre più vasta ricerca da parte di un pubblico interno ed esterno, formato da studenti, ricercatori ed appassionati in genere, che chiedono di consultare i testi. La biblioteca resta pertanto un significativo e importante punto di riferimento in quanto bene culturale.

Un polo d’attrazione che si pone al servizio, mettendo a disposizione la raccolta ordinata di libri a stampa antichi e moderni, manoscritti, periodici, fotografie, dischi e risorse elettroniche. Ciò significa che la diocesi avrà uno strumento ulteriore per sviluppare nuove strade e confermare quelle attuali sempre in dialogo con le molteplici istituzioni e nell’approfondimento culturale, sociale e religioso delle persone.

Non a caso lo scopo primario della biblioteca consiste nel formare alI’educazione teologica, filosofica e culturale dei seminaristi e di tutti coloro che si preparano a iniziare e rendere sempre più consistente il ministero diocesano, siano essi diaconi, ministeri istituiti, insegnanti di religione, catechisti, operatori pastorali o persone che desiderano approfondire la propria fede. Perciò primeggerà innanzi tutto il contenuto teologico e filosofico, pur mantenendo tutte le altre discipline. Insieme si formerà un consistente mezzo di consulta e di sapere.

Il compito della biblioteca diocesana non si limiterà tuttavia ad esercitare solo attività di carattere didattico e a lettura di libri in prestito, ma si mette a disposizione per organizzare eventi e iniziative culturali, anche in sinergia con altri uffici diocesani, partendo “in primis”, da quello della pastorale culturale all’Issr, all’ufficio dell’Irc e della pastorale scolastica, senza escludere eventuali agganci con altre biblioteche, specialmente quelle operanti nel territorio diocesano.

La biblioteca aspira pertanto a operare nella società cristiana e civile attraverso l’istituzione di iniziative capaci di diventare polmone attento alla partecipazione della vita pubblica in grado di concordare con qualsiasi ente momenti importanti e selettivi di costruzione e attività presenti nei differenti settori dell’arte e della conoscenza.

Saranno allestite mostre, incontri con l’autore, cineforum, premi letterari e molti altri eventi pronti a riconoscere l’opera di sodalizi e persone desiderosa di rendere un comune servizio alla diocesi e al suo territorio, migliorandone le condizioni e i principi di vita, avendo presente la direttiva del regolamento della biblioteca, che invita a incrementare “il proprio patrimonio attraverso acquisti, donazioni, scambi legati, conferimenti ‘ex officio’ di fondi librari dipendenti da persone o uffici connessi al diocesi”.

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