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Alassio Salute, incontro in Regione per discutere come salvare il servizio

Presentate possibili soluzioni per proseguirlo, in atto la raccolta firme a sostegno

Alassio. “A rischio non c’è solo la sopravvivenza di un centro salute, ma l’intera sanità del nostro territorio”. La scorsa settimana il grido di allarme è stato lanciato dal sindaco di Alassio Marco Melgrati e dal direttore e fondatore di Alassio Salute, Francesco Bogliolo.

Stamani all’incontro con Pier Paolo Giampellegrini, segretario generale della Regione Liguria, hanno preso parte Melgrati, Bogliolo e Fabio Macheda, assessore alle Politiche Sanitarie del Comune di Alassio. “Il servizio svolto da Alassio Salute – commenta Melgrati al rientro da Genova – è stato riconosciuto come un servizio di elevata qualità, gradito, quanto fondamentale per l’utenza dei territori. Su queste basi, stante la scadenza del contratto che lega la Regione ai Centri Salute il tavolo ha preliminarmente individuato alcune possibili soluzioni affinché questo servizio possa essere modificato adeguandosi al mutare del tessuto socio-sanitario dopo 15 anni di più che onorato servizio”.

“La soluzione potrebbe essere un bando di gara – spiega Fabio Macheda – il cui finanziamento da parte degli Enti Pubblici (Regione e Comune) sia la spesa ormai consolidata da 15 anni dei capitoli che fino ad oggi hanno finanziato il funzionamento dei Centri Salute. Le risorse potrebbero essere direttamente destinate dalle Regioni ai Comuni, che senza diminuzioni di sorta, provvederebbero attraverso gara ad individuare i gestori dei servizi attualmente resi dai medici di medicina generale organizzati nella formula dei centri salute”.

“Il fatto che si sia riconosciuta la valenza dei centri saluti e del gradimento del servizio da parte dell’utenza – spiega Melgrati – ci fa ben sperare per l’individuazione di una soluzione per il proseguo del servizio stesso. Che siano quelle da noi proposte, che siano altre confido siano celeri”.

“Alassio Salute è un progetto che sentiamo profondamente nostro. Nato con Marco Melgrati e con noi – continua Francesco Bogliolo, presidente di Alassio Salute – ci siamo confrontati, anche con i medici coinvolti nel progetto e abbiamo deciso che per ancora due mesi, a nostre spese, cercheremo di mantenere servizi e orari il più possibile vicini all’attuale assetto. Ci auguriamo che in questo lasso di tempo l’Assessorato alla Sanità della Regione comprenda le conseguenze e anziché staccare la spina, rilanci con una proposta più moderna di quella varata ormai 15 anni fa. Noi saremmo più che disponibili a rilanciare”.

Nel frattempo è partita un’iniziativa popolare di raccolta firma per la difesa del centro. In poche ore le firme raccolte sono oltre 1500: “Con la presente – si legge nella petizione – vogliamo mettere in luce la situazione dei vari centri salute della regione Liguria, facendo un riferimento concreto al centro Alassio salute. Il fatto che siano stati dimezzati gli orari, da 12 a 6 ore di servizio, con esclusione dei giorni festivi, sempre stati operativi; fa sì che i membri della città siano obbligati a recarsi, in caso di necessità, presso il centro ospedaliero più vicino (Imperia/pietra ligure). Ciò comporta costi aggiuntivi, spreco di risorse e sacrificio soprattutto da parte dei membri più anziani della nostra comunità o dai soggetti considerabile classe debole. Salviamo i centri salute liguri”.

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