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A Finale “pietre d’inciampo” per ricordare le vittime della deportazione nazista e fascista: “Senza memoria non c’è futuro” fotogallery

Commovente cerimonia questa mattina per le via di Finalmarina, tanti alunni e studenti

Finale Ligure. “Finale può perdere fabbriche o altre cose materiali, ma non la sua memoria, una memoria storica che vive dentro di noi e che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni”. Questo il messaggio lanciato questa mattina durante la cerimonia per la posa delle “Pietre d’Inciampo” (Stolpersteine), monumento diffuso, partecipato, ideato e realizzato dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le singole vittime della deportazione nazista e fascista.

pietra inciampo

Una cerimonia commovente e ricca di suggestione, alla quale hanno preso parte anche gli alunni e gli studenti finalesi, oltre alle autorità cittadine e le associazioni Anpi e Aned: presente anche una delegazione sindacale della Piaggio Aerospace in quanto due delle quattro pietre d’inciampo hanno riguardato ex lavoratori finalesi dell’azienda aeronautica.

La posa delle quattro pietre è stata accompagnata dalla musicista Martina Romano, che ha eseguito arie di Bach.

Le quattro Pietre sono state posate nel centro storico di Finalmarina: una in Via C. Colombo, 9 in ricordo di Antonio Arnaldi, due in Via Pertica, 16 in ricordo di Italo e di Giovanni Frattini, una in Vico Serra, 2 in ricordo di Goffredo Scacciotti.

Le “Pietre d’Inciampo” sono costituite da piccole targhe di ottone poste su cubetti della dimensione dei porfidi delle pavimentazioni stradali, che vengono poi incastonati nel selciato davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima. Fino ad oggi ne sono state posate oltre 50 mila in tutta Europa: in Italia sono a Torino, Milano, Roma, Venezia, Padova, Reggio Emilia, Siena, Livorno e Viterbo.

“Una bella e importante iniziativa per la nostra comunità e per i nostri ragazzi, per non dimenticare… L’obiettivo è far capire loro che quanto letto, studiato o visto sulla deportazione nazista è avvenuto anche qui, nella nostra Finale e purtroppo tre nostri concittadini hanno trovato la morte nei campi di sterminio. Spero che i cittadini e i turisti possano ora “inciamparsi” in queste pietre, per non dimenticare e mantenere sempre viva la memoria” è stato il commento del sindaco Ugo Frascherelli.

“Un momento davvero commovente, intenso, pieno di riflessione storica e culturale quello vissuto oggi a Finale Ligure – ha detto l’ideatore dell’evento Teo De Luigi -. Finale Ligure aveva bisogno di questa occasione e di questa cerimonia e i quattro cittadini finalesi deportati meritavano questo riconoscimento. E’ stato bello vedere tanti giovani, la memoria aiuta a vivere meglio il futuro…”.

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