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Lettere al direttore

Un ricordo di Santa Lucia

Santa Lucia a Savona è sempre stata una ricorrenza importante, le strade del centro erano e sono invase da decine di bancarelle con tanti prodotti ma il re incontrastato della festa è il torrone che era un obbligo comprare e portare a casa nel caratteristico incarto bianco. Ovviamente era ed è un danno per i denti ma tutti noi in casa, aspettavamo il babbo che finito il turno sulle banchine del porto, magari ancora sporco di farina di pesce o di carbone, in sella alla bicicletta con i “dongari” blu e un “gipponetto” chiaro con il mandillo nella tasca, e sul capo un copricapo in lana verde oliva, dell’esercito americano , entrava portando il torrone, u turun !!! tanto buono nonostante i denti che andavano a pezzi. Ricordo ancora le file di persone che da Via Santa Lucia si accalcavano per entrare nella chiesetta della omonima Santa, posta assieme alla torretta Leon Pancaldo a guardia del porto di Savona.

La Santa , come è noto, era nativa di Siracusa ed era la patrona della vista, infatti veniva rappresentata con nella mano destra un vassoio con sopra due occhi a significare che le furono strappati o addirittura, secondo alcune versioni, se li strappò lei stessa per non cedere alle lusinghe del peccato.

Comunque, Lucia deriva da Lux e quindi il suo nome è l’antitesi del male che spesso è associato al buio e alla oscurità.

I savonesi entrando in quella piccola chiesetta che un tempo era a picco sul mare almeno sino agli anni 30 quando venne costruita la strada sottostante, l’Aurelia, pregavano per la protezione della vista dei loro cari e di loro stessi e cosi feci tante, molte volte anche io stesso.

Era bello girare tra le bancarelle anche se soldi in tasca ce n’erano ben pochi e ci si doveva accontentare di guardare , c’erano anche i soliti giovinastri, che si munivano di un bastone di plastica , purtroppo in vendita sulle bancarelle, e con quello inseguivano le ragazze e in uno stupidissimo ed insensato gioco le martellavano sul capo. Avevo 15 anni e vedere queste robe qui mi faceva davvero rabbia, non capivo dove stava la festa in quei gesti, venni a diverbio con questi teppisti che ovviamente mi aggredirono , meno male che non ero solo e i ragazzi con cui mi trovavo mi affiancarono nella piccola rissa che nacque, poi seppi che i teppisti venivano da Piazzale Moroni appositamente per rompere le palle e approfittare della calca per creare turbativa in una festa Cristiana, proprio dei bei soggetti.

Nonostante questa piccola e fastidiosa cosa, ricorderò sempre con affetto e un pizzico di nostalgia tutte le cose belle e di quei tempi legate a questa ricorrenza che èra e rimane molto importante per i Savonesi.

Roberto Nicolick

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