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Restauro de “Il Faro” a Bergeggi, Arboscello: “L’assessore con la sua incompetenza sbaglia bersaglio, altra brutta figura”

Le precisazioni del primo cittadino: "Sull'estetica si può discutere, ma fare becera propaganda e strumentalizzazione no..."

Bergeggi. Il caso del progetto di riqualificazione dell’ex albergo-ristorante “Il Faro di Bergeggi” continua ad innescare reazioni e commenti sui social, tanto da spingere il sindaco Roberto Arboscello ad intervenire direttamente sulla vicenda, chiamato in causa dal punto di vista politico-amministrativo dall’assessore Maurizio Scaramuzza, che certo non le ha mandate a dire al primo cittadino di Bergeggi sul risultato finale del restauro edilizio.

“Non è mia intenzione generare ulteriori inutili polemiche e soprattutto inseguire Scaramuzza sul suo terreno ma ritengo necessario esprimere alcune precisazioni a tutela della mia immagine e quella del paese che rappresento” afferma Arboscello.

“Ancora una volta l’assessore Scaramuzza, nonostante i richiami al rispetto di un atteggiamento più consono ad un amministratore pubblico da parte del suo sindaco, non perde occasione per tacere evitando di dire cose completamente errate”.

Il post dell’assessore Scaramuzza:

“L’assessore critica l’estetica del “nuovo faro” a Bergeggi. Per questo chiede le mie dimissioni e come al solito sbaglia bersaglio e raccoglie l’ennesima brutta figura perché l’assessore non sa, anche se dovrebbe saperlo visto il suo incarico, che esistono una Commissione Paesaggistica e una Sovraintendenza che hanno il compito di valutare i progetti edilizi ed esprimere pareri vincolanti, anche per quanto riguarda la parte estetica degli interventi, come è stato nel caso dell’ ex-faro” sottolinea il primo cittadino di Bergeggi.

“L’assessore forse non sa che sia la Commissione Paesaggistica che la Sovraintendenza sono Regionali e non comunali, per cui il sottoscritto non fa parte di nessuna delle due e che quindi la sua critica e le sue richieste di dimissioni devono intendersi rivolte ai componenti della commissione o al Sovraintendente e eventualmente al governatore Toti… Non certo al sindaco di Bergeggi”.

“E siccome l’assessore Scaramuzza continua a scrivere senza prima pensare, documentarsi, studiare, non sa neppure che l’iter autorizzativo è iniziato molto tempo fa, così come l’autorizzazione al cambio di destinazione d’uso a residenziale, quando ancora il sottoscritto non era sindaco”.

“E certamente non sa che il sottoscritto e la sua amministrazione hanno di fatto sbloccato una situazione di stallo che perdurava da moltissimi anni e che ha permesso di riqualificare un rudere in stato di abbandono, che certo non era un bel biglietto da visita per i turisti e per Bergeggi. Certo, si può criticare l’estetica, ma sostenere che fosse meglio tenersi a vita un immobile abbandonato che crollava è un paradosso, soprattutto per un amministratore pubblico”.
“Forse l’ assessore non sa che questa amministrazione ha ottenuto siglando una convenzione la cessione gratuita dei locali a livello litorale, da destinarsi a uso pubblico per l’ Area Marina Protetta. L’ assessore non sa (ma dovrebbe saperlo) che la mia amministrazione, come è normale che sia durante un iter autorizzativo edilizio come quello, non ha avuto modo di esprimere pareri vincolanti circa l’aspetto esterno dell’edificio in ristrutturazione”.

E Arboscello aggiunge: “In definitiva è normale e lecito da parte di tutti che si possa dibattere sull’aspetto del manufatto ristrutturato: era prevedibile (lo abbiamo fatto anche noi in riunione di maggioranza) il dibattito iniziale sul “mi piace” o “non mi piace”, soprattutto quando la scelta dei progettisti (a proposito, si tratta di un intervento privato!) e della Sovraintendenza era caduta su uno stile chiamiamolo moderno, che nulla ha a che fare con il manufatto preesistente”.

“Ma anziché tacere (o al limite studiare) l’assessore Scaramuzza trova ancora una volta il modo per rendersi ridicolo: accusa un sindaco di scelte a lui non imputabili, addirittura accusandolo di aver fatto un bel regalo ai propri cittadini (ripeto, l’intervento è di un privato e non pubblico), per di più invitando i cittadini a ricordare questo fatto (ricostruito in modo del tutto errato e strumentale) al momento delle prossime elezioni, fatto in cui quel sindaco, al di là del risultato, non è mai stato coinvolto”.

“Ancor più grave è se tutto ciò viene fatto non da un cittadino qualunque ma da un assessore di un comune, per lo più capoluogo di provincia, che nulla ha a che fare con Bergeggi, che dovrebbe avere (anzi andrebbero pretese) competenze e conoscenze tali da sapere cosa è imputabile a una amministrazione comunale e cosa no e quali sono le competenze regionali e dei vari enti coinvolti in un iter autorizzativo edilizio”.

“Anziché preoccuparsi di ciò che accade a Bergeggi e di cosa pensano i cittadini di Bergeggi di me e della mia amministrazione, si faccia spiegare dal suo collega di Giunta che si occupa di urbanistica quali sono le competenze dei Comuni in questo settore, quali quelle delle Regione e poi, alla fine, chieda scusa”.

“Se invece continua a pensare di poter insegnare ad altri il proprio mestiere, volentieri sono disponibile ad un confronto pubblico, con i savonesi e i bergeggini ad ascoltarci, in modo che ognuno possa trarre le proprie conclusioni” conclude il sindaco di Bergeggi.

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