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Regione, Cgil Liguria attacca: “Misure insufficienti per risolvere la grave questione dell’occupazione giovanile in Liguria”

“Sarebbe stato necessario un confronto con le parti sociali approfondito e meno dettato dall'ansia di chiudere in tempi stretti”

Regione. Il 2018 è ormai agli sgoccioli ed è tempo di “compiti per le vacanze” anche per la Regione Liguria. A “dare i voti”, però, è Cgil Liguria, che non ha risparmiato pesante critiche sull’operato dell’ente regionale in tema di lavoro.

“Apprendiamo che la Giunta regionale ha approvato due provedimenti che riguardano la formazione e garanzia giovani e le relative risorse per i prossimi anni, – hanno esordito da Cgil Liguria. – I contenuti delle due misure sono insufficienti per risolvere con successo la grave questione dell’occupazione giovanile in Liguria. Il primo tema è quello del contrasto al fenomeno dei neet, ossia coloro che né studiano, né cercano lavoro. Partendo dal presupposto che l’abbandono scolastico produce soggetti che rapidamente possono diventare socialmente irrecuperabili, è necessario mettere in campo una misura che tempestivamente (rispetto all’uscita dal sistema scolastico) provi a riportare nell’ambito dell’istruzione tali soggetti”.

“Ecco perché abbiamo proposto alla Regione di individuare soggetti quali quelli del terzo settore che assieme alla scuola e ai servizi sociali dei Comuni potrebbero esser chiamati ad agire come una sorta di sentinella diffusa per individuare coloro che stanno uscendo dal sistema di istruzione provando a riportarli in percorsi di qualificazione scolastico professionale. Non provvedere in tal senso continuerà a produrre la stortura già presente nella prima fase di Garanzia Giovani, ossia quella misura che prevede un aiuto per avvicinare i giovani al mercato del lavoro attraverso percorsi integrativi e di formazione”.

“La linea della Regione di fatto sceglie la strada più facile: intercettare solo la parte più attiva, più consapevole, più colta e più reattiva della popolazione giovanile, di fatto abbandonando a se stessa quella parte più debole che non è a conoscenza delle opportunità del programma Garanzia Giovani e che di conseguenza nemmeno si iscrive. Per noi è una vera emergenza provare ad allargare il numero degli iscritti al programma, consapevoli che solo così si risponderà alle esigenze della parte meno fortunata della popolazione giovanile. Inoltre l’integrazione con le azioni del pacchetto giovani pur provando a mettere assieme le esigenze del territorio e delle imprese tende a rispondere sempre al medesimo target di giovani, lasciando scoperta la parte più debole dei Neet”.

“Ulteriore elemento di critica è anche la totale mancanza di risorse nei confronti dell’apprendistato professionalizzante, quello più diffuso che ha una durata di alcuni anni. Intanto l’apprendistato è, a differenza del tirocinio, un rapporto di lavoro, promosso dalla legislazione e recepito nella contrattazione collettiva, utile all’inserimento al lavoro. Il fatto che nella nostra regione siano in diminuzione sia le attivazioni che le trasformazioni di tale contratto indica la precisa necessità di sostenerlo e rilanciarlo. Vale la pena sottolineare che avere oltre ai soliti tirocini e servizio civile anche una misura sull’apprendistato avrebbe l’effetto di migliorare gli esiti occupazionali immediati”.

“In sintesi la Regione Liguria sceglie di occuparsi del target a cui è più facile rispondere e di non provare, se non simbolicamente, ad intercettare i meno fortunati. Crediamo che sarebbe stato necessario un confronto con le parti sociali più approfondito e meno dettato dall’ansia di chiudere in tempi strettissimi. Con questi presupposti temiamo che gli esiti saranno i medesimi della prima fase di Garanzia Giovani: poco efficaci ad incidere davvero sul fenomeno dei Neet, come dimostra l’aumento del 19 per cento del numero dei neet in Liguria”, hanno concluso da Cgil.

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