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Privatizzazione ospedali, Viale: “Il Pd pensi al caso Gsl, ora tre ospedali saranno potenziati” fotogallery

La risposta dell'assessore regionale al Pd. I consiglieri Gianni Pastorino e Francesco Battistini (Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria): "Sanità svenduta ai privati"

Liguria. “Quanto a favorire i privati a discapito del pubblico il Pd non è secondo a nessuno. Lo dimostrala vicenda Gsl, a cui la precedente giunta di centrosinistra aveva affidato la gestione del reparto di Ortopedia dell’ospedale di Albenga, chiudendo l’ortopedia di Bordighera, lasciando sulle spalle pubbliche gli altri reparti senz’altro meno remunerativi e chiudendo i pronto soccorso. Una gara che addirittura finita nel mirino della magistratura. Di fronte a questo sfacelo, a cui noi abbiamo posto rimedio, le parole del Pd suonano surreali e grottesche”.

Così la vicepresidente e assessore alla sanità di Regione Liguria Sonia Viale in merito alle critiche mosse dal Partito Democratico in merito all’affidamento ai privati dei tre ospedali del Ponente ligure.

“I cittadini possono stare tranquilli – aggiunge la vicepresidente Viale – perché questa giunta sta facendo l’opposto rispetto alla precedente amministrazione: oggi dopo la riforma e l’approvazione del piano sociosanitario avvenuta a dicembre, abbiamo messo finalmente in sicurezza tre ospedali che, a causa delle scelte del centrosinistra, quelle sì totalmente sbilanciate a favore del privato, erano destinati progressivamente alla chiusura. I privati che gestiranno i tre ospedali, sotto rigoroso controllo pubblico, non solo sono garanzia di qualità delle prestazioni ma, secondo i paletti che avevamo fissato nel bando di gara, si impegnano alla tutela dei dipendenti e al potenziamento dei reparti con la riapertura dei pronto soccorso, che il Pd puntualmente dimentica di aver chiuso”.

Ma sulla privatizzazione continua lo scontro politico: “In quasi 3 anni e mezzo questa giunta non ha risolto né il problema della mobilità passiva verso altre regioni e l’estero, né le liste d’attesa per gli esami diagnostici. Invece ha accentuato in maniera esponenziale la carenza di personale medico e infermieristico. E non è mai riuscita a realizzare vere e proprie Case della Salute in quelle zone che da anni vivono il dramma della deprivazione dei servizi sanitari; come la Valpolcevera – dichiarano il capogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino e il consigliere reigionale Francesco Battistini -. Sul fronte opposto, i privati si aggiudicano per 9 anni gli ospedali di Cairo Montenotte, Albenga e Bordighera. Naturalmente le origini di questa situazione vanno ricercate più lontano, e nessuno, fra quanti oggi gridano allo scandalo, può ritenersi esente da responsabilità. Ma è fuori di dubbio che la giunta Toti abbia accentuato la spinta verso il privato, sino a prendere in considerazione di acquistare per 40 milioni di Euro i terreni su cui far sorgere l’ospedale di Erzelli”.

“Qualcuno dirà: “finché mi curano, privato e pubblico sono la stessa cosa”. Mica vero! Anzitutto vorremmo sapere come faranno i nuovi gestori degli ospedali del ponente ad assicurare le funzioni di pronto soccorso, ai sensi della normativa Balduzzi, senza una variazione dei costi. Secondariamente, bisogna sottolineare che siamo di fronte a un privato pagato e assistito dal servizio sanitario pubblico, senza l’intervento del quale sceglierebbe accuratamente chi assistere e chi no, a quali costi e a quali condizioni. Quanto avvenuto nelle altre regioni lo dimostra inequivocabilmente – sottolineano Pastorino e Battistini -. Insomma: se Regione Liguria ha 40 milioni per acquistare i terreno di Erzelli, allora non si capisce perché non ci siano i soldi per intervenire massicciamente sul miglioramento della sanità pubblica, che, invece, viene costantemente sottoposta a una cura dimagrante a vantaggio di altri soggetti. Nonostante le grandi competenze espresse dal personale medico e sanitario”.

“Un’ultima considerazione riguarda il costo del terreno di GHT. Non siamo esperti immobiliari, ma 40 milioni ci sembra una cifra davvero troppo elevata – concludono Pastorino e Battistini -. Sarebbe auspicabile che Toti ci argomentasse la scelta. Perché noi siamo stati fra i pochi a sostenere che l’operazione Erzelli è soltanto un’operazione immobiliare, a maggior ragione dopo il fallimento del polo tecnologico. E con le ultime vicende appare sempre più una vera e propria speculazione”.

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