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Privatizzazione degli ospedali, Melis (M5S): “Scelta che metterà in difficoltà e impoverirà la sanità pubblica”

"Noi continueremo a seguire e fare tutto quanto il necessario perché il servizio pubblico non venga impoverito"

Regione. “Inizialmente, quando è stata avviata la procedura, l’intento era di migliorare la Sanità e avere addirittura un contenimento dei costi. Ieri pomeriggio in commissione sanità, l’assessore Viale, rispondendo a una domanda specifica sulla mobilità passiva, ha aggiunto che questa soluzione permetterà addirittura di ridurla”. Così il consigliere regionale del M5S Andrea Melis commenta l’apertura delle buste contenenti le offerte economiche che ha concluso l’iter per l’assegnazione della gestione degli ospedali di Albenga, Bordighera e Cairo Montenotte a gruppi privati.

Prosegue Melis: “Una tesi che ho sempre contestato: ritengo che questo processo porterà non solo a impoverire la Sanità gestita direttamente dal pubblico, ma metterà ulteriormente in difficoltà gli ospedali ‘Santa Corona’ di Pietra Ligure e ‘San Paolo’ di Savona. “Anzi, va valutato anche un altro aspetto: come enunciato dallo stesso bando, i privati assegnatari potranno ridefinire le specialità e la tipologia di prestazioni sanitarie che svolgeranno gli Ospedali. Questo sostanzialmente by-passando e ponendosi al di sopra della stessa programmazione sanitaria regionale. Questo è un aspetto grave, perché dimostra come sarà ancora più difficile effettuare un controllo pubblico non solo sulla qualità delle prestazioni erogate, ma delle stesse esigenze di sanità del territorio che potrebbero essere messe in secondo piano rispetto alla necessità insita di un operatore privato che cerca profitto”.

“Il percorso che si sta avviando in Regione, per quanto sia stato presentato, anzi venduto come la soluzione ottimale per riaprire il pronto soccorso nei tre ospedali del ponente, non corrisponde a realtà: formalmente, infatti, non possiamo parlare di pronto soccorso perché gli ospedali non rientrano nella classificazione del decreto ministeriale 70/2015 per averlo. Quindi, o cambiano la classificazione o non saranno dei pronto soccorso, bensì dei punti di primo intervento potenziati. Il percorso intrapreso dimostra sostanzialmente che non c’è stata, da parte di Regione Liguria, la volontà di migliorare il servizio sanitario pubblico”, dichiara Melis.

“Il problema non è tanto domani: i nodi al pettine si presenteranno nel medio lungo termine. Noi continueremo a seguire e fare tutto quanto il necessario perché il servizio pubblico non venga impoverito”.

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