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Piaggio e Bombardier, Cisl e Fim territoriali fanno il punto: “A rischio 1700 posti di lavoro. Urgono interventi“

A margine dei tavoli al Mise e presso a Commissione Industria del Senato, arriva l’analisi sulla situazione delle due vertenze

Villanova d’Albenga-Vado Ligure. “Piaggio Aerospace e Bombardier: servono interventi risolutivi: a rischio 1700 posti di lavoro”. È questo il pensiero di Cisl e Fim territoriali a margine dei tavoli al Mise e presso a Commissione Industria del Senato sulla situazione che regna attorno alle due importanti vertenze.

“A seguito delle importanti riunioni romane, al Mise e presso a Commissione Industria del Senato, – hanno dichiarato da Cisl e Fim, – è tempo di fare un bilancio sull’andamento delle due delicate vertenze. Si tratta di due situazioni molto difficili e differenti tra loro che, secondo la Cisl, necessitano di una costante attenzione ma soprattutto di nervi saldi e posizioni chiare nell’ottica di traguardare soluzioni positive”.

Ad entrare, poi, nello specifico sono stati Simone Pesce, segretario confederale Cisl con delega all’Industria e Christian Venzano, segretario Fim Cisl Liguria e responsabile territoriale di Savona: “Per quanto riguarda Piaggio Aerospace, dalle due riunioni tenutesi al Mise ed al Senato, sembra emergere la consapevolezza della strategicità, dell’alto valore tecnologico e delle potenzialità dell’azienda. Per questo motivo la Cisl ritiene apprezzabili l’impostazione e l’impegno assuntosi dal commissario per rilanciare l’impresa, ripartendo dal rinnovo dei contratti rimasti in sospeso, attraverso la promozione di una nuova immagine di azienda capace di stare e competere sui mercati globali nel settore aeronautico sia civile che militare”.

“Positivo anche l’impegno del Governo a garantire la famosa commessa per lo sviluppo del drone che rappresenta, senza dubbio, un tassello determinante per il rilancio complessivo della Piaggio Aerospace e delle aziende collegate Piaggio Aviation e Laer H. Le note dolenti, però, non mancano e riguardano principalmente i tempi che il Governo si è preso (2 o 3 mesi) per valutare una rimodulazione (non nella quantità economica ma nelle finalità) della commessa da troppo tempo in sospeso.

La delicata situazione economica e produttiva complessiva dell’azienda ha, infatti, necessità di risposte tempestive che scongiurino fermi produttivi difficili da gestire nel settore velivolistico ed in controtendenza con l’immagine di azienda solida e competitiva che si vuole proporre”.

Capitolo Bombardier: “Per Bombardier la situazione appare più complicata anche se non ancora del tutto compromessa. Come risaputo le difficoltà dipendono principalmente dai carichi di lavoro affidati allo stabilimento di Vado Ligure che oggi risultano garantiti (presumibilmente fino all’autunno 2019) esclusivamente dalla produzione dei treni merci. Anche in questo caso, però, scelte del Governo e di Trenitalia potrebbero far virare al meglio l’esito della vertenza con l’affidamento di produzione di treni per l’alta velocità”.

“In attesa di questa decisione, che come nel caso della commessa per Piaggio non può attendere tempi troppo lunghi, è indispensabile non perdere la commessa dei treni merci garantendo la consegna del prodotto nei tempi stabiliti erilanciare la collaborazione con Hitachi per la produzione di treni regionali al fine di preservare quella continuità produttiva utile a scongiurare una lenta agonia dello stabilimento che potrebbe portare alla chiusura. Per quanto riguarda la collaborazione con Hitachi vogliamo chiarezza sulle cause sulla mancata concretizzazione dell’accordo con Bombardier per la costruzione di treni regionali oltre alla mera bassa marginalità dell’operazione”.

“Su entrambe le vertenze incombono poi le strumentalizzazioni politiche dei diversi schieramenti che con accuse, tra passato e presente, rischiano di minarne irrimediabilmente l’esito. Come Cisl riteniamo che perdere due importanti realtà produttive come Piaggio e Bombardier sia inaccettabile per il territorio e per la nostra regione e che, nel caso le vertenze non si risolvessero positivamente, a perdere sarebbe la tutta politica passata, presente e futura. Occorre l’unità del territorio rappresentata ai tavoli ministeriali ma anche senso di responsabilità e lungimiranza di tutta la politica per uscire dalla difficoltà e rilanciare due esempi di eccellenza produttiva del nostro Paese”, hanno concluso.

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