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Infastidito dal fumo del sigaro, aggredì notaio al tavolo esterno di un bar: condannato

A giudizio c'era un genovese che nell'aprile del 2016 ad Albenga, secondo l'accusa, aveva afferrato il braccio del professionista per farlo smettere di fumare

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Albenga. Si è chiuso con una condanna a tre mesi di reclusione e 800 euro di multa il processo che ruotava intorno alla lite per il fumo di un sigaro tra due clienti di un bar di Albenga. La vicenda risaliva all’aprile del 2016: un notaio di Albenga, P.D., che si trovava con amici nel locale del lungomare ingauno “B-Side”, aveva denunciato di essere stato minacciato e aggredito mentre era seduto al tavolino esterno perché stava fumando il sigaro.

A giudizio era finito un genovese, M.N., che doveva rispondere di violenza privata aggravata e lesioni nei confronti del professionista ingauno (che era parte civile nel processo con l’assistenza dell’avvocato Alessandro Chirivì). Reati per i quali, ieri, l’uomo è stato appunto condannato in tribunale a Savona (dovrà anche versare un risarcimento al notaio, oltre che pagare le spese legali).

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, nel pomeriggio del 10 aprile del 2016 il notaio si era seduto al tavolino del bar con alcuni amici e poi si era acceso un sigaro cubano. Dopo circa venti minuti, secondo la versione della vittima, la situazione però era degenerata perché un altro avventore del bar, M.N. appunto, si era avvicinato al fumatore invitandolo con toni sgarbati a spegnere il sigaro.

A quel punto il notaio avrebbe risposto che, essendo all’aperto, non c’era nessun divieto di fumare, ma per tutta risposta l’altro cliente del bar gli avrebbe afferrato il braccio e, girandogli il polso, gli avrebbe urlato “Se non lo spegni tu, te lo faccio spegnere io con la forza il sigaro”. Davanti alle percosse il notaio aveva quindi mollato a terra il sigaro che era poi stato schiacciato da M.N. che, tornando verso il suo tavolo, avrebbe anche urlato di aver “fatto giustizia”. Sconcertato per l’accaduto, il professionista albenganese aveva chiamato i carabinieri di Albenga. I militari, subito intervenuti, avevano identificato l’aggressore e poi avevano raccolto anche le testimonianze dei presenti.

Sempre secondo la versione della vittima, quando il cliente infastidito dal fumo aveva capito che sarebbe stato denunciato aveva minacciato il notaio e gli altri testimoni dell’accaduto ricordandogli che “non avevano visto niente”.

Dopo essere stato medicato in ospedale (i medici lo avevano dimesso con una prognosi di cinque giorni per un trauma distorsivo al polso), il professionista aveva denunciato tutto ai carabinieri e così, a distanza di due anni dal fatto, si è celebrato il processo che si è concluso con la condanna di M.N. con le accuse di violenza privata aggravata (per aver agito per futili motivi) e lesioni.

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