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Inchiesta rifiuti Alassio, Invernizzi ascoltato di nuovo in Procura: “Sereno per le risposte fornite ai pm” fotogallery

L'avvocato Vazio soddisfatto: "Esistono molte cose che non erano note ad Invernizzi"

Savona. “E’ stato un interrogatorio molto intenso, durato complessivamente 3 ore. Sono provato, ma sereno per le risposte fornite ai magistrati. Nell’interrogatorio mi sono attenuto al principio di verità e trasparenza”. Sono queste le prime parole che, questa mattina, l’ex assessore comunale Rocco Invernizzi ha pronunciato dopo aver lasciato la Procura di Savona dove i pm Chiara Venturi e Massimiliano Bolla lo hanno ascoltato nell’ambito dell’inchiesta su rifiuti e ambiente ad Alassio.

rocco invernizzi

Dopo essere stato interrogato lo scorso 3 dicembre, Invernizzi, che si è dimesso dal ruolo di assessore proprio dopo essere venuto a conoscenza del suo coinvolgimento nell’indagine, si era accordato per continuare la sua deposizione in un secondo momento, dopo i necessari approfondimenti sulle carte, e così è stato. “Non sapevo nulla di contratti di consulenza tra Pizzimbone e la società consortile Alassio Ambiente; sapevo solo che lo stesso aveva affermato davanti a tutta la Maggioranza di averli categoricamente rifiutati. Sarò stato forse ingenuo, mi sarò fidato di persone sbagliate, ma sono certo di essermi sempre comportato onestamente e nell’interesse di cittadini di Alassio” ha concluso Invernizzi.

L’ex assessore alassino, che è accusato di tentato abuso d’ufficio in concorso con Pizzimbone (che secondo la Procura avrebbe cercato di far assegnare, proprio attraverso Invernizzi, un servizio di pulizia e manutenzione delle strade di Alassio ad una società, la Co.r.in.t.e.a., di cui, sempre secondo gli inquirenti, l’imprenditore era socio occulto), questa mattina era accompagnato dal suo legale, l’avvocato Franco Vazio, che ha commentato così l’esito dell’audizione: “Oggi ci siamo concentrati su alcuni aspetti che erano stati lasciati aperti nell’interrogatorio dei primi di dicembre; in particolare l’approfondimento dei rapporti tra Invernizzi e Pizzimbone. Ritengo che il mio assistito abbia chiarito il suo ruolo, i comportamenti, le nomine e le istanze della pubblica amministrazione; atti e comportamenti che, sebbene consigliati dal Pizzimbone, Invernizzi ha ritenuto all’epoca, per i fatti a sua conoscenza, giustificati dai rapporti e dalle direttive impartite dal DEC (direttore di esecuzione del contratto) e dai funzionari del Comune”.

“Ovviamente la sintesi dei riscontri forniti in merito ai comportamenti e agli atti di Pizzimbone, dei funzionari e dei tecnici non sono cose che spettano ad Invernizzi. In questa fase di indagine ci sono fatti di cui non possiamo parlare, ma posso dire che esistono molte cose che non erano assolutamente note ad Invernizzi” ha aggiunto l’avvocato Vazio.

“Siamo soddisfatti e credo che siano stati forniti utili chiarimenti” ha proseguito il legale di Invernizzi che ha concluso osservando: “Posso aggiungere che si tratta di un’indagine molto complessa che è costruita su riscontri e documenti corposi e quindi merita grandissima attenzione”.

Nel frattempo, dopo le dichiarazioni rese davanti al gip venerdì scorso, l’imprenditore Mario La Porta, che era finito in carcere insieme a Pier Paolo Pizzimbone con l’accusa di concorso estorsione aggravata (tentata e consumata), è tornato libero. Il giudice Alessia Ceccardi ha infatti accolto l’istanza di attenuazione della misura cautelare avanzata dal suo difensore disponendo per lui l’obbligo di dimora nel comune di residenza ed il divieto di uscire in orario notturno.

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