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Giovanissimi torinesi in trasferta ad Alassio “per fare soldi”, denunciati per rapina e danneggiamenti

Avevano aggredito un gruppo di ragazzi rubando loro le biciclette, poi in un bar avevano creato un parapiglia per rubare un cellulare

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Alassio. Una indagine lunga e certosina, partita da pochissimi elementi. Un mix di investigazione “vecchio stile” e tecnologia. E alla fine, dopo cinque mesi di lavoro, i poliziotti del commissariato di Alassio sono riusciti a risalire a tutti e quattro i ragazzi che, a fine luglio, si erano resi protagonisti di una vera e propria “notte brava” tra la città del Muretto e Laigueglia.

Si tratta di quattro giovanissimi, tutti tra i 18 e 20 anni, arrivati da Torino per un periodo di vacanza o, come loro stessi avevano affermato davanti alle loro vittime, “per fare soldi”. I quattro, che secondo la polizia di Stato era sotto l’effetto di alcolici o stupefacenti, avevano aggredito e rapinato un altro gruppo di ragazzi nei pressi del supermercato Carrefour, sottraendo loro la spesa e le biciclette. Per sopraffare le proprie vittime, che avevano scelto di non affrontare “a viso aperto” gli aggressori ma avevano tentato di contenerli, uno dei quattro aveva sfondato un vetro con un gomito (peraltro ferendosi) e utilizzato i cocci di vetro come arma.

I ragazzi si erano quindi allontanati con le biciclette in direzione di Laigueglia, continuando nella loro “opera”: entrati in un bar avevano consumato le bibite aperte sui tavoli dei clienti, dando vita a un parapiglia di cui avevano approfittato per rubare un cellulare. Quindi si erano dati di nuovo alla fuga.

A complicare le ricerche il fatto che nessuno dei ragazzi fosse della zona. Inutile anche il tentativo di ottenere i dati del ragazzo ferito dagli ospedali della zona: sebbene il giovane (secondo le testimonianze) sanguinasse copiosamente, non si era rivolto al pronto soccorso. Le immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza del Carrefour, però, hanno permesso di avere un punto di partenza (i giovani infatti avevano anche tentato di mettere a soqquadro il supermercato ma erano stati subito allontanati dalla guardia), mentre le indagini “porta a porta” hanno condotto gli agenti da una testimone che ricordava il nome con cui il gruppo chiamava uno dei componenti.

Da lì è partita un’indagine complessa che, come in un puzzle, ha pian piano condotto i poliziotti a individuare il primo dei quattro giovani. Decisiva, però, è stata la telefonata di un altro testimone, presente al bar quella sera, che ha chiamato gli agenti per informarli di aver appena riconosciuto ad Alassio un altro dei membri del gruppo: immediato l’intervento di una volante che, con il pretesto di un normale controllo di polizia, ha permesso di risalire alla sua identità in attesa di poter provare il suo coinvolgimento nella rapina. La conferma definitiva è arrivata dai tabulati telefonici, che dimostravano la presenza di tutti e quattro ad Alassio proprio quella notte.

Ora i quattro giovani, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, sono stati denunciati a piede libero per i reati di furto, rapina e danneggiamento in concorso. L’indagine è stata coordinata da una dirigente del commissariato alassino, la dottoressa Pirré, e dal sostituto procuratore Elisa Milocco.

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