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Due libri per… i romanticoni e chi ama le storie confronto madre-figli

"La quinta di copertina" è la rubrica per gli appassionati di lettura, ogni venerdì due libri consigliati da "La Compagnia dei Lettori"

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La Compagnia dei Lettori è un gruppo nato allo scopo di leggere e parlare di libri condividendo emozioni e riflessioni scaturite da una passione comune. Si riunisce ogni primo martedì del mese alla Feltrinelli di Savona.

CONSIGLIATO PER I ROMANTICONI

TITOLO: Meet me alla boa

AUTORE: Paolo Stella. Attore e blogger italiano. Questo è il suo romanzo d’esordio.
EDITORE: Mondadori
ANNO: 2018
PAGINE: 206 pg
PREZZO: 17,00 Euro

CITAZIONE: “Il secondo passo è la vera sfida. È più duro del primo, sempre. (…). Che il primo può essere inconsapevolezza, ma il secondo è scelta.”

TRAMA: Sono l’ufficiale di polizia Betancourt, del distretto di Paris.» «Scusi, ha detto polizia?» «Sì. Lei è da solo in casa? Può sedersi per favore?» «Sono in piedi e sono solo.» «Si sieda, per favore.» «Sono seduto.» «Bene. La chiamo perché abbiamo trovato questo numero sul cellulare di una ragazza qui a Paris; ha subito un incidente. La situazione è molto delicata. Abbiamo chiamato “casa”. Quindi supponiamo lei sia della famiglia.» «Sono il suo ragazzo.» «Stiamo cercando di contattare anche i genitori, perché riteniamo opportuno che veniate il più presto possibile a Paris. Non troviamo il loro numero. Lei me lo potrebbe fornire?» «Non li conosco personalmente, mi dia un attimo.» «Bene, la ringrazio. Pensa di venire?» «Certo. Prendo un volo e arrivo.» «Bene, le lascio il numero del…» «E morta, vero?» Troppo silenzio. Lo senti subito quel troppo, è lucido come una lama. «La situazione è critica.» «E morta.» «Mi dispiace molto. La aspettiamo qui, quando potrà.» Clic. Con il cuore in apnea, Franci si imbarca sul primo aereo disponibile e arriva puntuale all’obitorio. Soltanto trenta passi lo dividono dalla cella refrigerata dove giace quel corpo da riconoscere. Varcato il portone, il tempo rallenta e a ogni passo rivede il film clamoroso e coinvolgente della sua meravigliosa storia d’amore. Lui e Marti. Vita, viaggi, discussioni, amore e bellezza, sorprese e giuramenti. Una storia fra due persone che si sono amate, donandosi il bene prezioso della libertà reciproca, qualcosa capace di superare anche la morte.

OPINIONE: Una storia che ci accomuna un po’ tutti perché in fondo ognuno di noi ha il suo dolore e quando arriva all’improvviso ci coglie sempre impreparati. Un romanzo scritto con una delicata dose di leggerezza e di autoironia che compensa magistralmente il dolore che deriva da una perdita così devastante. I dialoghi sono brillanti, e riescono a descrivere perfettamente lo stato d’animo del protagonista e la meraviglia di un amore travolgente e intensamente vissuto fino al momento in cui il destino mostra l’altra faccia della medaglia. Il racconto è suddiviso in 30 capitoli, cioè i 30 passi che separano il ragazzo dalla porta di ingresso dell’ospedale fino alla porta dell’obitorio dove è situata la sua fidanzata. In questi 30 capitoli troviamo tutto: dolore, amore e riflessione. Il protagonista, passo dopo passo, si trova a riflettere sulla sua vita e in quelle riflessioni troviamo noi stessi perché ognuno di noi almeno una volta nella vita si è soffermato a pensare alla propria vita, all’amore, al proprio lavoro, a tutto ciò che lo ha portato ad essere la persona che è oggi. Insolita e particolare anche la struttura narrativa che non appesantisce e non toglie nulla alla scorrevolezza.

CONSIGLIATO PER CHI AMA LE STORIE CONFRONTO MADRE-FIGLI

TITOLO: Mi chiamo Lucy Barton

AUTORE: Elizabeth Strout. Scrittrice statunitense, vinse nel 2009 il Premio Pulitzer per la narrativa con il romanzo Olive Kitteridge.
EDITORE: Einaudi
ANNO: 2016
PAGINE: 168 pg.
PREZZO: 17,50 Euro

CITAZIONE: «Ciascuno di voi ha una sola storia. Scriverete la vostra unica storia in molti modi diversi. Non state mai a preoccuparvi, per la storia. Tanto ne avete una sola».

TRAMA: Il ricovero in ospedale per una banale appendicite si protrae oltre il previsto e al capezzale della giovane Lucy Barton, costretta a letto per più di due mesi, compare come dal nulla la madre che Lucy non vedeva ormai da molti anni. Nella penombra asettica di quella stanza ha inizio un dialogo precipitoso e struggente tra madre e figlia. Interrotta dalle visite di un medico gentile, dall’andirivieni di tre infermiere e dal breve sonno intermittente delle due donne, la conversazione scorre pericolosamente a ritroso sfiorando a tratti nervi scoperti di un passato fatto di miseria, impotenza, tenerezza, vergogne, traumi. E’ difficile riprendere il filo del discorso, certo, ma è anche la cosa più stupefacente che Lucy potesse desiderare: sentire la mano di sua madre strizzarle un piede attraverso il lenzuolo e udire la sua voce che racconta. Elizabeth Strout ha abituato i suoi lettori al gusto attento per le storie che, appena accennate, subito si trasformano in promesse di altri possibili romanzi.

OPINIONE: Eccoci di fronte ad un romanzo intimo ed intimista: la penna della Strout scorre sapiente nel tratteggiare il ritratto di una donna, una madre, che a sua volta è stata una figlia. Questa persona sta attraversando un momento difficile: un’operazione, che sembrava una sciocchezza, le ha lasciato invece addosso una fastidiosa infezione che anche i medici faticano a spiegare. Lei adesso è costretta in ospedale già da alcuni giorni e le mancano terribilmente le sue due figlie piccole. E’ in questa situazione che vede arrivare sua madre, che non vedeva da anni, a prendersi cura di lei, lì, in ospedale. La mamma rimarrà con Lucy per cinque giorni.
Siamo in presenza di un romanzo particolarmente delicato dove le emozioni e l’interiorità dell’io narrante occupano gran parte della narrazione. Non leggiamo per sapere cosa succederà, come finirà, ma per ricordare insieme alla protagonista alcuni episodi della sua vita e fermarci insieme a lei sulle sensazioni, turbamenti, impressioni e riflessioni che l’hanno animata. Strout si riconferma un’autrice a tutto tondo, che ci sa conquistare e ci sa leggere nell’animo attraverso la sua scrittura e le sue storie.

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