Fumata grigia

Concordato preventivo di Ata: il giudice si riserva, tutto rinviato

Il commissario dell’azienda ha depositato una relazione che ora dovrà essere valutata dal tribunale

Savona. Fumata grigia questa mattina in tribunale, dove era in discussione la richiesta di concordato preventivo avanzata da Ata Spa. Il giudice delegato Stefano Poggio si è riservato di decidere in seguito, dopo che si sarà riunito con il Collegio, così come previsto dalla procedura.

Ancora nulla di deciso, dunque, sul possibile fallimento o sulla salvezza dell’azienda partecipata attiva nel settore della raccolta rifiuti. “E’ stata un’udienza importante è interessante – è il commento a caldo del presidente del consiglio di amministrazione Alessandro Garassini – Il commissario nominato dal tribunale ha esposto una serie di considerazioni e valutazioni con necessità di puntualizzazioni. La materia è di una complessità assoluta e quindi tutti ragionano per soddisfare al meglio il ceto creditorio nell’auspicio di poter salvare l’azienda”.

“Il pm, a sua volta, ha esposto le considerazioni che già aveva in precedenza rappresentato e le ha ribadite – prosegue Garassini – Il tribunale si è riservato di valutare sia la relazione del commissario sia i documenti che noi abbiamo presentato, tra cui le delibere del Comune di Savona. Vedremo cosa succederà”.

“Il giudice delegato non decide da solo ma deve riferire al collegio – spiega il presidente del CdA – Ci sono dei documenti significativi e compendiosi, basti pensare che abbiamo prodotto quasi mille pagine, quindi il tribunale non può decidere in un’ora senza aver analizzato in maniera compiuta la documentazione nostra e del commissario. Non c’è ancora una data, ma il giudice ci comunicherà la sua decisione”.

“Il nostro piano di salvataggio prevede la costituzione di una New.co – chiarisce Garassini – una nuova società che si accollerà parte o tutti i contratti di igiene urbana che noi gestiamo oggi e buona parte dei debiti di Ata. L’azienda continuerà ad operare perché è un concordato in continuità d’impresa, mentre sul Comune di Savona graveranno gli oneri relativi al periodo post mortem della discarica di Cima Montà che durerà 30 anni. In più c’è un patto para concordatario con Banca Carige. Diciamo che siamo fiduciosi e speranzosi”.

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