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Concordato preventivo di Ata, cresce l’attesa per l’udienza davanti al tribunale fallimentare

Secondo il presidente della partecipata "parte dei problemi su cui si fonda il parere negativo sono già stati risolti, gli altri lo saranno a breve"

Sede ATA spa Savona

Savona. Domani mattina la richiesta di concordato preventivo avanzata da Ata Spa dovrà passare all’esame del tribunale fallimentare di Savona. Davanti al giudice Stefano Poggio è infatti fissata l’udienza attraverso la quale passa il futuro dell’azienda multiservizi savonese.

Se il piano otterrà il via libera del tribunale allora l’ipotesi fallimento dovrebbe essere scongiurata, ma alla luce della bocciatura della proposta di Ata Spa arrivata un mese fa dal procuratore Ubaldo Pelosi, l’esito dell’udienza non appare scontato.

Il magistrato aveva espresso dubbi su diversi punti del concordato: in particolare la chiusura della discarica di Cima Montà (il Comune si è accollato circa 6 milioni di debiti coprendoli con la Tari, secondo Pelosi mancherebbero però delle garanzie), il patto concordatario con Carige per il trasferimento dei debiti a una nuova società, ma anche l’assenza di certezze sull’effettivo acquisto delle quote di New.Co. da parte di soggetti privati.

Criticità che, nel frattempo, Ata dovrebbe però aver risolto anche con l’impegno del Comune che ha deliberato sulla chiusura di Cima Montà, ma anche sulla nascita della nuova società. Atti concreti che dovrebbero dare le garanzie richieste per l’approvazione del piano concordatario.

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