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Centri per l’impiego, minoranze all’attacco: “Bando della Regione da rifare, assurdi rimpalli di responsabilità”

Dopo l'incontro con i sindacati a margine del Consiglio regionale

Liguria. Si è svolto a margine del Consiglio regionale un incontro fra capigruppo e organizzazioni sindacali dei centri per l’impiego. L’agenzia Alfa e gli assessori competenti prendono atto dello stato di agitazione proclamato quest’oggi dai lavoratori: la ragione va ricercata nei criteri del nuovo bando per le assunzioni a tempo indeterminato, che non sarebbero conformi a quanto discusso in sede politica e a quanto concordato con le sigle sindacali.

“Retromarcia della Giunta regionale sul bando di Alfa per il concorso a tempo indeterminato per i centri per l’impiego. Un pasticciaccio brutto a cui, fortunatamente, oggi si è riusciti a porre rimedio dopo il confronto in Commissione capigruppo tra lavoratori, sindacati, consiglieri regionali e Giunta”.

“Ma se, da una parte, siamo soddisfatti di quest’epilogo, dall’altra la decisione della Giunta pone degli interrogativi inquietanti su chi abbia realmente concepito quel bando sbagliato. Ma andiamo con ordine. Il contratto dei servizi in appalto dei centri per l’impiego, che riguarda circa 150 persone, è scaduto a fine novembre. In particolare 105 di loro sono in attesa di trovare una ricollocazione che veda riconosciuta la loro professionalità” affermano i consiglieri del Pd Giovanni Lunardon e Sergio Rossetti.

“Da tempo la Regione deve bandire un concorso per costituire una graduatoria ai fini dell’assunzione del personale dei centri per l’impiego. Un bando a tempo indeterminato che, dopo mesi di discussioni e tavoli tecnici tra sindacati, uffici regionali, Alfa e Giunta, avrebbe dovuto contenere alcuni criteri che tenessero conto dell’esperienza e delle competenze maturate in ambito lavorativo da chi, da tempo (anche 10 o 15 anni) lavora nei centri per l’impiego in regime di appalto. Personale che si è anche sottoposto ad accreditamento, tanto che il proprio profilo è stato certificato da Alfa. Tutti questi elementi, secondo gli accordi raggiunti fra sindacati e Giunta, confermati anche dal Consiglio regionale, avrebbero dovuto costituire un punteggio premiale ai fini del concorso” aggiungono gli esponenti Dem.

“Ma nel bando pubblicato dal direttore di Alfa non vi è traccia dei requisiti dell’esperienza, della competenza e della certificazione. E i lavoratori in appalto hanno dichiarato giustamente lo stato di agitazione. Di fronte a tali proteste gli assessori Cavo e Berrino hanno comunicato oggi che intendono revocare il bando, visto che non rispetta i criteri che erano stati condivisi. Quindi il problema più importante è stato risolto. Ma adesso resta la questione della paternità di quel concorso. Si è trattato di un problema politico – e cioè che la mano destra (Berrino, assessore alle Politiche del lavoro) non sapeva cosa stesse facendo la mano sinistra (Cavo, assessore con delega ai centri per l’impiego) – oppure è stato il direttore di Alfa, che, in autonomia, ha promosso un bando senza l’avvallo della Giunta? In quest’ultimo caso, essendo stato sconfessato da Cavo e Berrino, crediamo che il direttore di Alfa debba trarre le dovute conclusioni. Ci auguriamo che il nuovo bando, oltre a rispettare i criteri condivisi, veda la luce in tempi rapidi perché il contratto delle cooperative è scaduto a novembre e il tempo purtroppo scorre, speriamo non invano” concludono Lunardon e Rossetti.

“La questione riguarda in particolare gli operatori occupati nei servizi in appalto e quelli in attesa di stabilizzazione. Il bando licenziato dalla Regione, infatti, non fa alcun riferimento ai punteggi derivanti dall’esperienza maturata. Ciò ha provocato un pesante imbarazzo in audizione. Lo stesso bando non rispetterebbe l’impegno assunto dalla giunta di far procedere su piani paralleli il processo di stabilizzazione in Alfa e le nuove assunzioni nella stessa agenzia – dichiarano il capogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino e il consigliere regionale Francesco Battistini -. Su questo punto, stamattina si è consumato un assurdo gioco dei rimpalli: il governo regionale afferma di aver dato le debite indicazioni per costruire il bando così come concertato; Alfa, per bocca del suo direttore, scarica tutte le responsabilità sull’ufficio regionale al lavoro; quest’ultimo si difende asserendo che non ha ricevuto indicazioni in merito”.

Un bando lungamente atteso, ricordano i sindacati, ma che disattende completamente il lavoro condiviso dei mesi scorsi, teso a garantire la massima valorizzazione delle competenze che da oltre 10 anni contribuiscono al funzionamento dei centri per l’impiego. “Abbiamo comunque una certezza: è evidente che ci sia stato un cortocircuito con la dirigenza di Alfa, che da una parte sembra non aver recepito le indicazioni concordate fra politica e sindacati, e dall’altra cerca di scaricare sugli uffici regionali responsabilità a loro non competenti – commentano Pastorino e Battistini -. Prendiamo atto del pessimo episodio cui abbiamo assistito e che rischiava di trasformarsi in un’altra, pesantissima tegola per i lavoratori. A questo punto bene che l’assessore Berrino abbia deciso di ritirare il bando”.

“Durante l’odierno Consiglio regionale, il MoVimento 5 Stelle ha accolto la richiesta di audizione dei lavoratori dei Centri per l’impiego, il cui posto di lavoro è a rischio, e si è attivato affinché fosse possibile ascoltare le loro richieste – ha dichiarato la capogruppo in regione Alice Salvatore -. Durante l’audizione, alla presenza degli Assessori Berrino e Cavo, i quali hanno a loro volta convocato gli uffici regionali del lavoro e di Alfa, i sindacati dei Centri per l’impego si sono detti preoccupati per il recente bando che prevede l’assegnazione di posti a tempo indeterminato in Alfa. Motivo della loro preoccupazione sono proprio i criteri del bando, in cui non sono stati privilegiati i requisiti di formazione ed esperienza: l’unico requisito era il possesso di un diploma. Questo dettaglio apre per loro uno scenario di incertezza. Una situazione paradossale alla quale gli assessori hanno promesso di mettere mano, ritirando il bando in essere e rimodulandolo inserendo i requisiti di esperienza, competenza e professionalità”.

“Grande vittoria dunque per i Centri per l’impiego – aggiunge Salvatore -. Il MoVimento 5 Stelle è felice di aver contribuito a questo risultato”.

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