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Caro accise benzina dal 2019, la Regione rassicura: “Non useremo questa opzione”

L'emendamento del governo concederebbe la facoltà all'ente di aumentare il costo sino a 5 centesimi al litro

Regione. “L’emendamento del governo alla legge di stabilità relativo alle accise non comporterà alcun aumento delle tasse in Liguria, ma semplicemente si rinnoveranno accise in vigore da anni e utilizzate a sostegno dei territori colpiti da emergenze di Protezione Civile”. Così la Regione Liguria stamani in una nota smentisce un aumento della pressione fiscale di competenza regionale sulla benzina.

“Non ci sarà un centesimo in più di accise, ma solo euro destinati alla lotta al dissesto idrogeologico nella nostra Regione”, ribadisce l’ente. Il testo dell’emendamento lascia totale facoltà alla Regione Liguria di aumentare o meno l’aliquota di un massimo non eccedente i 5 centesimi al litro, solo nel 2019.

“Le accise in Regione Liguria non aumentano, ha spiegato il governatore della Liguria Giovanni Toti. – Dal 2011 l’ente regionale e quindi il Pd che oggi si dice ‘scandalizzato’, è entrata in vigore un’accisa sui carburanti destinata come tassa di scopo alle emergenze di protezione civile legate al maltempo e a contrastare il dissesto idrogeologico che nella nostra Regione è un tema molto grave”

“Nonostante la volontà del Governo di ridurre le accise sui carburanti, nel corso di una telefonata con il premier Conte, abbiamo concordato che questi 7,5 milioni di gettito che vengono dalle accise sarebbero stati utilizzati per la Regione in questo stato di emergenza. Non abbiamo aumentato il costo della benzina, ma semplicemente mantenuto un qualcosa che è già in vigore dal 2011”, ha concluso Toti.

Nel frattempo in mattinata si era scatenato un putiferio di commenti e attacchi. Il gruppo Pd della Regione Liguria in una nota sosteneva come “il governo sia lontano anni luce dal capire ciò di cui ha realmente bisogno la comunità genovese e ligure. Servono misure che invertano il ciclo negativo, non che lo aggravino. Serve soprattutto che il governo metta mano al portafoglio e dia alla Liguria ciò che le spetta. Per il maltempo, invece, a fronte di una stima di più di 150 milioni di danni per le somme urgenze più altre centinaia di milioni per i privati, siamo fermi a 6,5 milioni di euro deliberati dal Consiglio dei ministri. Non c’è ancora traccia delle annunciate risorse aggiuntive, della sospensione del’Imu invocata dai Comuni non se ne sa più nulla, la proroga delle concessioni chiesta dai balneari è rimasta lettera morta e le risorse in più che dovrebbero integrare il decreto Genova sono subordinate alla procedura di infrazione comunitaria che investe la legge di Bilancio 2019”.

Il consigliere regionale Gianni Pastorino (Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria), spiega: “L’accisa fu inserita dal 2010 in poi, per sostenere le attività della Protezione Civile. Quindi, per comprenderci, sono ormai anni che le giunte succedutesi alla guida della regione chiedono tale misura ai governi nazionali. Ciò conferma che di fronte alle calamità naturali, o alle tragedie come ponte Morandi, i governi sia nazionali sia regionali si caratterizzano per poca lungimiranza e per tanta mancanza di idee. E nonostante questi prelievi si succedano dal 2010, le catastrofi in Liguria continuano ad accadere”.

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