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Biodigestore nelle aree ex Tirreno Power, Melis (M5S): “Dubbi sulla procedura di VAS”

E' stata discussa l'interpellanza del consigliere regionale del M5S sulla gestione integrata dei rifiuti nel savonese

Savona. Discussa oggi, in Consiglio regionale, l’interpellanza del consigliere regionale Andrea Melis sulla gestione integrata dei rifiuti nel Savonese: in particolare, sono state espresse perplessità sull’eccessivo sovradimensionamento impiantisco per la gestione dei rifiuti organici nella Provincia di Savona, nonché i motivi delle lacune istruttorie e procedurali nel procedimento di valutazione ambientale strategica (VAS) per il sito ex Tirreno Power, destinato alla realizzazione del pubblico impianto biodigestore per le frazioni organiche raccolte in modo differenziato.

“La documentazione della procedura di VAS sul Piano di Ambito Regionale, effettua un sintetico confronto tra due scenari di sito (Boscaccio e area centrale Tirreno Power) in modo molto approssimativo e senza sviluppare adeguatamente i parametri tipici della VAS sugli scenari alternativi”, fa sapere Melis.

“Abbiamo diverse perplessità sul procedimento di VAS, che ha preso in considerazione le aree Tirreno Power non completamente bonificate e la presenza sul territorio limitrofo di industrie sotto normativa Seveso 3 – ha dichiarato Melis in Consiglio -. La procedura di VAS, inoltre, non ha approfondito la presenza sul territorio dell’impianto di Cairo Montenotte che, pur di proprietà privata, ha una capacità di trattamento di 85.000 tonnellate annue. La previsione di un impianto nel Savonese, anche previsto dal piano di area provinciale dell’agosto 2018, prevede per l’area in oggetto una produzione di 44.000 tonnellate annue. Questi dati e la procedura ci hanno indotto a porre la questione, premettendo che personalmente non ho pregiudiziali agli impianti di biodigestione anaerobica”.

“Dalla risposta dell’assessore competente Giampedrone, veniamo a sapere, in sintesi, che sono volutamente esclusi dalle valutazioni gli impianti privati perché operano in regime di libero mercato, senza vincolo di bacino. Sottolineo che disporre di un ambito regionale, secondo la risposta, giustificherebbe la realizzazione di più impianti anche per coprire le esigenze della città metropolitana di Genova, l’unica priva di un impianto esistente: ne deduco quindi che gli impianti delle province dovranno smaltire il rifiuto organico di Genova. Inoltre, visto che i piani di area sono diversi nella versione dell’agosto 2018, a nostro avviso andava riaperta la VAS”, continua il consigliere pentastellato.

“Questo approccio non si sposa con la promozione di tutte le pratiche e l’impiantistica necessaria perché ogni comunità riesca quanto più possibile a chiudere il ciclo dei rifiuti. Proseguiremo con ulteriori approfondimenti” conclude Melis.

L’assessore al ciclo dei rifiuti Giacomo Giampedrone ha illustrato l’iter del Piano di Area Omogenea della provincia di Savona e ha ribadito che “nel percorso di Vas non ci sono state anomalie o omissioni”.

“La potenzialità degli impianti – ha aggiunto – è stata individuata tenendo conto del fabbisogno pari ai quantitativi stimati nel 2021 con una raccolta differenziata al 65% e con un lieve incremento dovuto all’esigenza di disporre di margini di maggiore elasticità”.

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