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Andora, la protesta: “Asilo al freddo”. Il Comune replica: “Già risolto, oggi ci sono 20 gradi”

Il vicesindaco Rossi: "Già spesi 4 milioni nelle scuole, più della media nazionale. Ma non possiamo chiuderle tutte in contemporanea"

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Andora. “Lunedì tutti i bambini dell’istituto, dai 3 ai 5 anni, hanno dovuto mangiare in classe (non propriamente igienico) perchè in sala mensa c’erano 15 gradi, mentre nelle loro classi circa 17. E anche ieri in alcune aule la temperatura era di 17 gradi. A questo si aggiunge che 4 classi su 5 non hanno l’acqua calda. Il Comune lo sa da oltre un anno, perché gli insegnanti avevano mandato una comunicazione scritta… l’unica risposta, in via ‘ufficiosa’, è stata che se rivinceranno le elezioni faranno i lavori da luglio”.

E’ il testo di una segnalazione arrivata in redazione da alcuni genitori della scuola dell’infanzia di Andora, che hanno chiesto a IVG.it di occuparsi della situazione. Il timore di queste famiglie è che i bambini possano “restare al freddo fino a marzo mentre da aprile le maestre saranno costrette (come quest’anno a novembre e inizio dicembre) ad aprire le finestre per l’eccessivo caldo nelle classi, visto che il termostato della caldaia non può essere toccato per evitare blocchi della stessa”. Una situazione che crea malcontento negli autori del messaggio anche perché “per un comune etichettato come ‘virtuoso’ visti i conti in ordine, premiato per lo sport, promotore di feste, capace di spendere decine e decine di migliaia di euro ogni anno per circa due ore di spettacolo dei vari Bennato/Ruggeri/Bertè e abile nel trovare 1.600.000 euro da investire in varie opere pubbliche, è vergognoso non trovare poche decine di migliaia di euro per il rispetto e la salute della fascia più debole, i bambini tra i 3 e i 5 anni”.

Una situazione in parte confermata dal vicesindaco Paolo Rossi, che però ha spiegato a IVG.it le ragioni del disservizio di inizio settimana: “Il problema è stato già risolto. Lunedì la caldaia è stata accesa alle 5 del mattino ma, complice il freddo intenso del weekend, all’arrivo dei bambini la temperatura nelle aule non aveva ancora raggiunto i 20 gradi di oggi. Rimedieremo dalla prossima settimana anticipandone l’accensione. E per quanto riguarda la mensa si tratta dell’errore in buona fede di un singolo, che nel tentativo di aumentare la temperatura ha invece spento il riscaldamento peggiorando la situazione”.

Al di là del singolo episodio, però, ad essere complicata è la situazione della struttura in sé. “Quell’edificio ha i suoi anni – spiega Rossi – Sulle pareti perimetrali non c’è ‘cappotto’ termico che compensi le escursioni. Da sempre costa molto riscaldarlo e d’estate è difficile raffrescarlo. Quando è stata costruito, inoltre, per qualche ragione si è deciso di portare l’acqua calda solo in alcuni bagni e non in altri. Ci vuole un intervento strutturale sull’intero impianto idraulico”.

Rossi respinge quindi al mittente le “accuse” di scarsa attenzione al mondo delle scuole: “Abbiamo già investito 4 milioni di euro negli impianti scolastici. Siamo l’amministrazione in zona che ha destinato maggiori risorse, persino rispetto alla media nazionale. E’ ovvio però che non possiamo effettuare lavori in contemporanea in tutte le scuole, dato che poi i bambini non avrebbero posto dove andare… per questo motivo, come un buon padre di famiglia, abbiamo iniziato con gli interventi più urgenti, partendo dove c’era un pericolo strutturale. Ora che i lavori in via Cavour sono in via di ultimazione, la prossima estate, con l’asilo chiuso e trasferendo il campo solare, si potrà intervenire anche sulla scuola dell’infanzia: un’operazione che non stata fatta finora per mancanza di spazi dove trasferire i bambini”.

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