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Albenga, la proposta di Ciangherotti e Perrone: “Nuovi spogliatoi esterni per l’Annibale Riva”

"L'edificio in esterno e a se stante - spiegano - costerebbe meno e sarebbe finalmente rispettoso delle normative igienico-sanitarie e fruibile dai disabili"

Albenga. “Anche se ancora oggi non abbiamo capito come mai non sia stata contemplata sin dall’inizio la voce ‘spogliatoi’ nel capitolato delle opere eseguite nei mesi scorsi, siamo soddisfatti che il vicesindaco Riccardo Tomatis, attuale gestore e responsabile dello stadio Annibale Riva, abbia annunciato oggi, dopo i nostri recenti sopralluoghi e le infuocate proteste, di voler occuparsi anche degli spogliatoi sotterranei, in condizioni di degrado tali da sembrare un subborgo di Calcutta”. Sono le dichiarazioni di Eraldo Ciangherotti e Ginetta Perrone, consiglieri comunali di minoranza ad Albenga.

“E siccome siamo una forza politica propositiva – proseguono i consiglieri di Forza Italia – dopo il sopralluogo di questa mattina sul campo da calcio, non solo plaudiamo alla sostituzione del vecchio manto erboso del Riva con il nuovo materiale sintetico, ma cerchiamo anche di far ragionare il vicesindaco in modo da non fargli sprecare soldi pubblici negli ultimi mesi del suo mandato. Tutti sappiamo che, per sistemare i sotterranei dello stadio Riva occorrono tanti soldi. Bisognerebbe mettere in cantierizzazione un’opera di impermeabilizzazione e pavimentazione delle tribune, la costruzione di una tettoia e il ripristino della conduttura dell’aereazione fuori uso dentro ai corridoi e stanze sotterranee adibite a spogliatoi. Diversamente non risolveremmo mai le problematiche di un ambiente malsano per i giocatori e contrario alle norme igienico-sanitarie”.

“Non avendo disponibili, nei bilanci comunali, cifre per un’opera di questa portata – spiegano Ciangherotti e Perrone – avanziamo un’idea a favore di tutta la collettività che già paga il mutuo di 725 mila euro per i prossimi decenni. Spendiamo molto meno, senza dubbio non più di centomila euro, se realizziamo un nuovo edificio esterno ad un piano, lungo il confine del campo da gioco (per permettere di gestire al meglio gli accessi separati di giocatori e pubblico), con struttura portante a telaio in cemento armato con tamponamenti in laterizio, o in materiale di bioedilizia, contenente: due spogliatoi degli atleti ad uso del campo a 11, con dimensioni rispettivamente di circa 40 metri quadri con servizi igienici e 6 docce, due spogliatoi ad uso del campo a 5, con dimensioni rispettivamente di circa 20 metri quadri con servizi igienici e 3 docce, tutti accessibili e fruibili anche dagli utenti diversamente abili, lo spogliatoio per gli arbitri e il locale di primo soccorso”.

“Se l’avanzo dei soldi dal ribasso d’asta della gara di 725 mila euro non fosse sufficiente – concludono i due forzasti – possiamo integrare la spesa con qualche decina di migliaia di euro preso dall’avanzo di amministrazione pari a circa 800 mila euro già disponibile che la Corte dei conti ha svincolato per utilizzare”.

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