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Aggressione al nuovo compagno della ex a Vado, ridimensionata l’accusa di tentato omicidio: patteggia foto

Nei guai era finito un 40enne che aveva accoltellato il rivale: il tribunale ha derubricato l'accusa iniziale in lesioni pluriaggravate

Vado Ligure. Inizialmente doveva rispondere dell’accusa di tentato omicidio, ma, durante il processo l’accusa è stata ridimensionata e così un quarantenne di Quiliano, A.T., ha patteggiato tre anni di reclusione per lesioni pluriaggravate.

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I fatti per i quali l’uomo era finito a giudizio risalivano all’aprile del 2017 quando, a Vado Ligure, tra lui e il nuovo compagno della ex moglie c’era stata una violenta lite sfociata in un accoltellamento. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo radiomobile di Savona che lo avevano arrestato, A.T. aveva tirato almeno sei fendenti verso il “rivale”, un trentacinquenne vadese, colpendolo al collo e alle spalle. Fortunatamente, le coltellate avevano provocato soltanto ferite superficiali (era stato dimesso dall’ospedale con una prognosi inferiore ai dieci giorni) e la vittima, anche grazie alla sua reazione, era riuscita a disarmare l’ex della compagna.

Nel frattempo erano intervenuti i militari che, allertati dai vicini di casa della coppia, erano riusciti a bloccare A.T., mentre stava cercando di scappare in sella al suo scooter. Nello zaino che il quarantenne aveva in spalla gli uomini dell’Arma avevano trovato anche il coltello usato per l’aggressione, lungo circa 18 centimetri (la lama era lunga quasi dieci), ancora sporco di sangue. A quel punto per lui erano scattate le manette con l’accusa di tentato omicidio.

Reato che, durante il processo (anche alla luce delle valutazioni sulla gravità delle ferite e sulle modalità con cui sono stati inferti i colpi dall’aggressore), è stato derubricato appunto in lesioni pluriaggravate. A quel punto l’imputato ha scelto di patteggiare tre anni di reclusione (come pena accessoria è stato anche interdetto dai pubblici uffici per cinque anni).

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