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A Savona nasce una “Piazza Grande”: Di Padova, Benzo e Lessi a sostegno di Nicola Zingaretti

"Pensiamo che la sua sia una proposta credibile, vogliamo fare la nostra parte"

Savona. “Il Pd farà il proprio congresso: votando l’uno o l’altro dei candidati a segretario si sceglierà un strada piuttosto che un’altra per dargli una fisionomia e un progetto. Tanti pensano che non vanga la pena di investire ancora su quel partito, o in generale su un partito. Ma per cambiare il corso delle cose servono strumenti, oltre che idee e proposte. Cambiare il Pd può fare di quel partito uno strumento buono per cambiare il corso delle cose in Italia”. A dirlo sono Elisa Di Padova, Giulia Benzo e Aurora Lessi, che hanno deciso di dar vita a Savona al gruppo “Le ragazze di Piazza Grande” a sostegno di Nicola Zingaretti.

“Zingaretti – spiegano le tre giovani democratiche – ha scritto che si candida alla guida del Pd con l’ambizione di ‘cambiare tutto rispettando la storia di ognuno. Cambiare le politiche e promuovere una nuova generazione progressista, fuori dalle liturgie e dalle guerre correntizie’. E’ una buona idea. E’ credibile? Pensiamo di sì: appartiene alla schiera di quegli amministratori, persone che hanno governato entità complesse come una Regione, e altri, che hanno provato a non chiudere il Pd in se stesso, per fare il bene della propria comunità con azioni concrete, per migliorare la vita delle persone. Si è misurato lì, e ha avuto successo”.

“Ci interessa la sua promessa di aiutare la crescita di ‘una generazione più colta, consapevole, libera’ – proseguono – Perché esiste una drammatica questione: la crisi di senso, esistenziale ed umana che porta molte ragazze e ragazzi ad allontanarsi non solo dalla politica, ma da ogni esperienza di relazione autentica e formativa con gli altri. ‘Abbiamo bisogno dei giovani. Di imparare da loro. Di mettere al centro di un nuovo modello di sviluppo la loro creatività, forza intelligenza e fantasia. Serve un netto nuovo investimento sul capitale umano, a cominciare dai giovani’. I nemici dei giovani sono gli anziani? No, dirlo è un inganno, per i giovani. Chi ruba il futuro ai giovani non sono gli anziani: è una società, una economia che aumenta le diseguaglianze, che fa guadagnare molto a pochi, che premia chi già ce la fa”.

“Nelle proposte di Zingaretti – dicono ancora – abbiamo letto che ‘la crescita delle diseguaglianze non è solo un dato statistico, ma è un cambio radicale della condizione umana. Non è determinata solo dal reddito, ma da un insieme di fattori socio culturali che fanno arretrare l’individuo nella sua condizione di vita, e per questo uccide in molti la speranza e fa crescere la rabbia’. Proprio così. Siamo persone che hanno studiato, che hanno investito sulla propria crescita culturale. Ci piace parlare in un italiano corretto. Ma non ci piace chi ironizza su chi non ha un titolo di studio, o sbaglia i congiuntivi, e magari ha l’ambizione, e la presunzione, di governare meglio di altri; perché se tanti, colti o ignoranti, hanno scelto loro anziché la sinistra, la sinistra si deve chiedere perché, deve capire come fare ad essere vicina alle persone che si sentono tagliate fuori; persone che non vogliono essere ‘aiutate perché sono rimaste indietro’: indietro non ci voglio rimanere, non ci vogliono stare”.

“E’ ancora abbozzata, ma l’idea di un investimento sulle nuove generazioni (‘nell’ordine di un punto di PIL’) ci convince: ‘dagli asili nido fino alla lotta alla reato scolastica, dall’estensione della gratuità dei libri di testo a una nuova politica per il diritto alla conoscenza; una dote per i giovani attivabile al compimento dei 18 anni per finanziare un progetto formativo o imprenditoriale; cambiare le cose che non hanno funzionato del Jobs act e attuarne le parti più innovative legate alle politiche attive’; e poi equo compenso e tutele per i professionisti e le ‘partite iva’, diritti alla sicurezza, ad un salario dignitoso, alla pensione, per i lavoratori della cosiddetta gig economy”.

“Alla proposta di Zingaretti manca qualcosa, certo – riconoscono Di Padova, Benzo e Lessi – ad esempio manca un più netto riconoscimento del protagonismo delle donne, delle ragazze, nella costruzione di una società più giusta e libera. Ma non ha già inventato tutto lui, il candidato a segretario del Pd che ci piace sostenere. Siamo qui per fare la nostra parte: non per portare acqua a qualcuno, ma per costruire insieme una proposta credibile e utile. Per metterci le ‘energie pulite’, disinteressate, affinché questa proposta si possa realizzare” concludono.

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