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I Magazine di IVG.it - Stile Savonese

Un caffè con Gino Rapa

"Stile Savonese" è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia

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“Stile Savonese” è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia. Ogni settimana una passeggiata tra le vetrine dei negozi della nostra provincia, a caccia di novità: un “viaggio” tra le tendenze savonesi a livello di moda, bellezza o arredamento, ma anche tra proposte come gite, corsi o spettacoli a teatro.

WOW! Un fortissimo, grandissimo WOW a caratteri cubitali per questo Ottobre De Andrè 2018, andato “oltre” in ogni senso.

Perché è andato oltre? Sono diverse le motivazioni.

Per la prima volta uno degli appuntamenti della rassegna ha “sconfinato” nel mese di novembre.

Per la prima volta i Fieui dei Caruggi hanno deciso di assegnare il Premio Fionda di Legno anche in autunno. Sì, perché solitamente viene assegnato una volta all’anno in primavera.

Gli artisti che desideravano partecipare nel corso dei quattro appuntamenti erano più di quelli che la manifestazione poteva portare in scena, per questo motivo i monelli dei vicoli albenganesi hanno dovuto dire ad alcuni personaggi dello spettacolo che avranno un posto sul palco del Teatro Ambra sicuramente nel corso del prossimo Ottobre De Andrè. E non è mica poco che artisti famosi chiedano di essere invitati a questo evento, perché nessuno di loro viene pagato! Non è previsto un cachet per gli artisti che intervengono, perché è una manifestazione benefica. Dopo l’esibizione tornano a casa con una bella cassetta di verdura di Albenga e tutto l’affetto dei Fieui di Caruggi e della città.

L’edizione 2018 di questo bellissimo evento, improntato sul passato ma che guarda al futuro, è andato davvero oltre ogni aspettativa.

Il Teatro Ambra, gremito di persone, ha ospitato artisti del calibro di Ron, un grande della musica italiana, tanto amico di Lucio Dalla al punto di essere stato scelto per interpretare il suo ultimo inedito, Max Pezzali, anche lui importante esponente del nostro panorama musicale, molto legato ad Albenga per via del papà, tra i sopravvissuti nella “Tragedia dell’Annamaria”o “Tragedia di Albenga”. E poi Francesco Baccini, che ci ha raccontato la genovesità delle sue origini, Carmelo La Bionda, del mitico gruppo Fratelli La Bionda che ci ha proposto hit indimenticabili. E ancora Beppe Carletti, che ha scelto di presentare il suo libro solo in quattro città, Milano, Novellaro, Albenga e Roma. E ad ospitarlo ad Albenga è stata la magnifica location del Museo dell’Olivo di Sommariva. E poi Vittorio De Scalzi, dei New Trolls, che ci ha dolcemente accarezzati con una delle indimenticabili canzoni da lui composte, Stefano Masciarelli che è riuscito a farci ballare un lento a teatro in mezzo alle sedie. E che dire di Jack Sintini, il campione italiano di pallavolo che ci ha emozionato con la sua storia di forza e coraggio? E poi tanti altri, tutti grandi, tra cui i ligurissimi che ci hanno fatto cantare in dialetto le vecchie canzoni dei nonni e quelle di De Andrè.

Ma la vera bomba è stata Enrico Brignano, che ci ha fatto ridere a crepapelle.

Mercoledì scorso ho preso un caffè con Gino Rapa, il portavoce dei Fieui di Caruggi, ideatori e organizzatori dell’evento in collaborazione con il Comune di Albenga. Mi ha raccontato qualche retroscena, ciò che non abbiamo visto.

Enrico Brignano è veramente così, come lo abbiamo visto sul palco, ma più dolce. Pazzamente innamorato della figlia Martina, di un anno e mezzo, avrebbe voluto comprare i nostri bei mandarini visti da uno dei fruttivendoli dei vicoli, per portarglieli la sera. E lui la frutta e la verdura le conosce bene, essendo figlio di commercianti ortofrutticoli. In cantina (la cantina dei Fieui di Caruggi, dove risiede il Museo della Fionda di Albenga –ndr) ha apprezzato molto il vino Pigato, la focaccia e i mitici Baxin d’Arbenga, di cui ha fatto scorta.

Gino mi ha raccontato che avevano una scaletta che è saltata praticamente dopo cinque minuti che Enrico è salito sul palco. Nulla è andato come previsto, perché Brignano ha parlato a ruota libera, improvvisando, senza tempi. Ma Gino è abituato a questo, infatti non si è preoccupato, perché in fondo tutti gli eventi di Ottobre De Andrè hanno l’impronta “dell’improvvisata disorganizzazione”, che li rende unici, belli anche per questo.

Brigano quindi è andato a ruota libera a raccontarci delle sue origini, dell’essere stato respinto in diverse scuole di recitazione e della sua prima esilarante esperienza in una piccola scuola nel Pescarese durante il servizio militare. E da lì l’ascesa, con la forza, il coraggio, il “non mollare mai”, con un talento straordinario che in tanti non hanno saputo riconoscere e di cui forse non era pienamente consapevole nemmeno lui.

Ma il ragazzo aveva una grande volontà e il suo essere comico, non doveva restare solo un aspetto del suo carattere.
Come talvolta avviene, tante persone con la divisa da esperto non hanno le capacità di riconoscere le vere potenzialità, ma i grandi sì. A loro basta poco, infatti Gigi Proietti non ebbe dubbi, e lo accolse nella sua scuola.

Tutto questo sul palco dell’Ambra è diventato uno show, anche se in realtà avrebbe dovuto essere un’intervista.

“Gino, ma dopo l’esibizione di Enrico Brignano, come sarà il prossimo Ottobre De Andrè?”
“Non lo so. È stato talmente esplosivo, così coinvolgente, che abbiamo un po’ il timore di non riuscire a replicare. Comunque vada, noi, anche grazie ad Antonio Ricci, Dori Ghezzi, Franco Fasano e a tutti gli amici che ci danno una mano, ce la metteremo sempre tutta per portare avanti il nostro Ottobre De Andrè ad Albenga, anche per continuare, nel nostro piccolo, a fare qualcosa per la collettività. Quest’anno abbiamo raccolto oltre 13mila euro che, come di consueto, verranno devoluti completamente in beneficienza”.

E a questo punto allora, non ci resta che attendere Il premio Fionda di legno della prossima primavera per conoscere chi sarà l’eletto che, secondo i Fieui di Caruggi, nel corso della propria carriera ha tirato buone fiondate per colpire muri e abbattere gli ostacoli.

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