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Trasporto in ambulanza, Melis: (M5S): “Non va sottovalutato il peso etico-sociale delle pubbliche assistenze”

"Massimo rispetto per la sentenza del Consiglio di Stato"

Regione. “L’attività di trasporto sanitario non di emergenza è oggi oggetto di interpretazione giuridica sia a livello nazionale sia europeo. Fra i quesiti, la natura di attività economica del trasporto. Il che significa: quando lo scopo è lucrativo, il servizio dovrebbe essere assegnato con un bando pubblico”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Melis, che aggiunge: “Tuttavia, il Consiglio di Stato ha demandato, per un caso simile in Veneto, alla Corte di Giustizia Europea, che deve ancora pronunciarsi. La questione è aperta. L’auspicio è che si arrivi al più presto a una soluzione in Veneto, così anche noi sapremo come muoverci”.

“La sentenza che riguarda il nostro sistema non è discutibile – spiega Melis – Tuttavia, il MoVimento 5 Stelle auspica che, laddove il trasporto non rivesta carattere di emergenza-urgenza, si possa spingere per forme premiali alle pubbliche assistenze, cui dovrebbe essere associato un maggiore peso visto l’importante carattere etico-sociale che rivestono”.

“Precedenti in questo senso ne abbiamo: in Umbria e Toscana, dove il trasporto sanitario e prevalentemente sanitario è affidato a soggetti autorizzati e accreditati secondo la disciplina prevista nel regolamento,sono riusciti a dare il giusto peso alle associazioni – ha ricordato -: è stato infatti realizzato con convenzioni stipulate con le associazioni di volontariato, con la Croce Rossa Italiana, con istituzioni e organismi a scopo non lucrativo, tenendo sì conto della direttiva europea ma valorizzando il lavoro delle associazioni di volontariato, nel rispetto dei principi di economicità, efficienza e non sovracompensazione delle spese sostenute al fine di garantire un servizio di interesse generale”.

“Il Consiglio di Stato, nella sentenza del 5 novembre 2018 sul trasporto veneto, ha tuttavia ammesso che vi è un evidente contrasto tra una procedura di evidenza pubblica, che garantirebbe concorrenza e imparzialità, e il partenariato pubblico. In questo caso le associazioni rientrerebbero nel perseguimento della finalità pubblica poiché integranti il sistema sanitario regionale”.

“Rispettando sempre le sentenze e attendendo che la Corte europea si pronunci in merito, chiediamo alla giunta regionale e all’assessore Viale di dare massima apertura alle associazioni del territorio, che sono state finora coinvolte nel servizio di trasporto”.

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