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Tragedia di Boissano, l’omicida dimesso dall’ospedale: fissato l’interrogatorio dal gip fotogallery

Domani il corpo della vittima sottoposto ad autopsia

Pietra Ligure. E’ stato dimesso dall’ospedale Marco Buscaglia, il 47enne operaio che sabato mattina ha ucciso la moglie Roxana Karin Zentero nella loro casa di Boissano.

Negli ultimi due giorni l’uomo è rimasto ricoverato al Santa Corona di Pietra Ligure per le ferite auto-infertesi nel tentativo di togliersi la vita messo in atto dopo l’omicidio. Tuttavia, nelle ultime ore le sue condizioni sono migliorate e diventate “compatibili con il regime carcerario” e così questa mattina il 47enne ha lasciato l’ospedale per essere trasferito in una cella del carcere di Sanremo.

Nella giornata di domani, martedì 20 novembre, il corpo della moglie sarà sottoposto ad esame autoptico da parte del medico legale Marco Canepa. Ieri pomeriggio Buscaglia è stato interrogato dal Pm Massimo Bolla: al magistrato l’uomo ha raccontato di aver soffocato la moglie con un cuscino a seguito di un acceso diverbio. A conferma di questa versione, l’assenza di segni di lotta o altre ferite. Sarà però l’autopsia a stabilire una volta per tutte l’attendibilità di questa versione e, soprattutto, se ci siao o meno altri elementi utili alle indagini degli inquirenti.

Dopo la prima audizione di ieri, mercoledì Buscaglia comparirà davanti al Gip del tribunale di Savona, Fiorenza Giorgi, per l’interrogatorio di convalida del fermo.

Secondo quanto riferito dall’uomo nel lunghissimo interrogatorio di ieri pomeriggio, la sua relazione con la donna si era ormai deteriorata: nonostante tra i due non si fossero mai verificati episodi particolarmente gravi, i rapporti tra loro non erano rosei più come in passato.

Oltre a ciò, una serie di altre questioni che da tempo gravavano sullo stato emotivo dell’uomo: in primis la perdita del padre e della madre, avvenute rispettivamente due anni fa a causa di un incidente in campagna e lo scorso anno, e poi la preoccupazione per il proprio lavoro alla Piaggio, dal quale temeva di essere licenziato per aver smarrito alcuni documenti del suo reparto (quello di collaudo-produzione di parti dei velivoli) durante il trasferimento dallo stabilimento di Finale Ligure a quello di Villanova.

Il culmine della “crisi” sarebbe giunto proprio sabato mattina. Secondo quanto da lui stesso raccontato, da circa un paio di mesi Marco Buscaglia temeva che la moglie potesse frequentare qualche altro uomo. Nonostante le iniziali rassicurazioni, nella mattinata di ieri (mentre si trovavano ancora a letto) la donna avrebbe ammesso di aver incontrato un’altra persona e di avere intenzione di continuare a vederla; ciò senza abbandonare i propri figli e vivendo “da separati in casa” col marito.

Questa ammissione avrebbe causato il crollo emotivo di Buscaglia, che ha “visto tutto nero” e si è sentito “fallito come marito, padre e lavoratore” e perciò in un raputs ha aggredito la moglie soffocandola.

Resosi conto di quanto era avvenuto, il 47enne avrebbe poi contattato la sorella spiegandole di “aver fatto una stupidaggine”  e preannunciando l’intenzione di “farla finita”. Dopodiché è sceso in cantina e ha tentato di togliersi la vita recidendosi le vene.

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