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Terminata la stima provvisoria a Bergeggi: danni pubblici per quasi un milione di euro a causa del maltempo

Il sindaco Arboscello: “Regione e Governo non ci lascino soli”

Bergeggi. Si è conclusa ieri da parte dell’ufficio Lavori Pubblici e Ambiente del Comune di Bergeggi una prima stima, inviata al settore Protezione Civile della Regione, dei danni pubblici a seguito del maltempo e della mareggiata che ha colpito la Liguria la settimana scorsa.

Da questo computo la stima dei danni pubblici è di 945mila euro. E sono ovviamente esclusi i tanti danni subiti dai privati e dagli stabilimenti balneari, molti dei quali completamente devastati, di cui si avrà una stima attendibile nelle prossime settimane.

“Ieri, ha spiegato il sindaco Roberto Arboscello, – gli uffici mi hanno fornito l’elenco, inviato immediatamente alla Regione, dei danni pubblici sul nostro territorio: la cifra, rapportata alle dimensioni e al bilancio del Comune, è drammatica. Spero vivamente che ai proclami di Regione e Governo seguano azioni concrete, altrimenti sarebbe davvero difficile per il nostro comune come tanti altri riuscire a rialzare la testa”.

La stima dei danni prevede gli interventi suddivisi in tre tipologie di schede da inviare alla Regione. La prima tipologia sono le somme urgenze, tra cui sono comprese la rimozione dei rifiuti e materiali, la sistemazione dei moli, interventi di ripristino della viabilità, rimozione di alberi, pulizia e sistemazione dei rii, ripristino della rete fognaria, che cubano per 500mila euro circa.

Segue la seconda tipologia che non riveste carattere di somma urgenza ma che interessa interventi essenziali per il comune, come un ripascimento strutturale per ripristinare le spiagge del litorale interamente mangiate dalla forza del mare e la pulizia del fondale (in particolar modo dell’ Area Marina Protetta) che cuba per circa 350mila euro.

La terza tipologia interventi importanti ma non urgenti, come il ripristino dei servizi igienici sul litorale e delle vie di accesso a due dei luoghi più belli di Bergeggi come la grotta marina e la spiaggia dei Predani, le cui previsioni di spesa sono intorno ai 95mila euro.

“In settimana, – ha proseguito il primo cittadino, – provvederemo a fare una delibera di giunta per impegnare le risorse necessarie alle somme urgenze. Si tratta di una cifra importante per il nostro bilancio che dobbiamo necessariamente impegnare. Mi auguro che queste cifre siano realmente coperte almeno per il 90 per cento, come annunciato dal presidente Toti, da finanziamenti dedicati allo stato di emergenza, che peraltro stiamo ancora attendendo. A questa importante somma vanno ad aggiungersi gli interventi successivi che devono essere messi in campo prima della prossima stagione balneare se non vogliamo fare sprofondare il settore turistico balneare in una crisi irreversibile”.

“Ieri abbiamo fatto un sopralluogo con il vicepresidente del consiglio regionale Luigi De Vincenzi e con il capogruppo Pd Giovanni Lunardon che hanno potuto rendersi conto della reale gravità della situazione. A loro, come anche al consigliere Melis, ho presentato le nostre necessità: la priorità è la rimozione dei detriti e la combustione dei legnami. E’ necessario  poi che arrivi al più presto lo Stato di Emergenza per capire cosa realmente preveda”.

Anche perchè oltre al finanziamento degli interventi pubblici è necessario dare delle risposte immediate agli operatori balneari: finanziamenti a copertura dei danni, proroga delle concessioni demaniali, sburocratizzazione delle procedure per chi invece di ripristinare l’esistente vuole ricostruire utilizzando materiali diversi e metodologie diverse, quindi interventi migliorativi, per evitare che succeda nuovamente quanto accaduto”.

“Sono contento che l’assessore Scajola abbia dato aperture in tal senso, dichiarando di aver aperto un dialogo con il Ministero dell’Ambiente, ma a questo dialogo devono seguire velocemente atti concreti. Spero che a queste nostre richieste vi siano risposte rapide. Un intero comparto economico è a rischio e con lui i nostri terriotri. Regione e Governo non possono lasciarci soli”, ha concluso Arboscello.

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