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Sversamento nel Pora, bagarre in consiglio comunale a Finale: le minoranze chiedono il ritiro delle deleghe di Guzzi

Viassolo ha chiesto al vice sindaco se abbia ricevuto un avviso di garanzia, Guzzi ha preferito non rispondere

Finale Ligure. Il ritiro delle deleghe assegnate al vice sindaco Andrea Guzzi e l’invito a costituirsi parte civile per ottenere un risarcimento per il danno causato. Sono questi i contenuti della mozione di censura presentata oggi in consiglio comunale a Finale Ligure dai gruppi di minoranza. Il “casus belli” è ancora il caso di sversamento avvenuto a ottobre dello scorso anno nel torrente Pora.

Lo sversamento di liquami aveva riguardato uno scarto del processo di macinazione delle olive, che andava invece smaltito come rifiuto speciale. Erano stati fatti accertamenti da parte di Arpal e polizia municipale, con una indagine aperta per smaltimento illecito di un rifiuto speciale e svolta dai carabinieri forestali, ai quali era arrivato anche un esposto dettagliato sulla vicenda. La presenza della sostanza marrone, l’odore terribile nella zona, con un liquame denso presente nel corso d’acqua, aveva creato allarme e preoccupazione nella popolazione finalese e del borgo.

Nell’ambito dell’indagine sono stati indagati d’ufficio il titolare del frantoio finalese (da dove proveniva lo scarto) e la persona che materialmente ha versato la sostanza nel torrente finalese (un operaio del Comune), mentre per il capo degli operai era appunto scattato il provvedimento disciplinare per le sue presunte responsabilità nello sversamento.
A seguito della vicenda, l’amministrazione comunale aveva comminato al capo degli operai una sospensione dal servizio di 13 giorni; il provvedimento era stato poi rigettato dal giudice del lavoro del tribunale di Savona, che aveva ritenuto la misura punitiva “eccessiva e sproporzionata”.

Il Comune aveva cercato di ribadire che il capo degli operai non avrebbe dovuto eseguire le disposizioni dell’assessore, tuttavia è stato dimostrato che è prassi quotidiana il rapporto diretto e l’intervento immediato per lavori ritenuti urgenti, come era stato indicato per il caso dello smaltimento del rifiuto e del conseguente sversamento nel torrente Pora.

sversamento pora

Al di là degli aspetti giuridici, alcuni aspetti della vicenda erano rimasti poco chiari e perciò alla fine del mese scorso i gruppi di opposizione avevano chiesto che in consiglio comunale fosse avviata “un’ampia discussione in ordine agli eventi occorsi, al fine di rendere edotto il consiglio comunale di quanto effettivamente accaduto”.

Tale discussione è avvenuta oggi e, come prevedibile, ha finito per toccare anche “le responsabilità imputabili all’assessore ai lavori pubblici Andrea Guzzi” ritenuto responsabile di aver impartito “inopportune disposizioni ad un dipendente avente ampia autonomia organizzativa nell’esecuzione dei compiti di istituto”, i gruppi di minoranza hanno tratto le loro conclusione.

In particolare, i consiglieri hanno rilevato “l’assenza di alcun interesse pubblico nell’esecuzione delle disposizioni impartite, nonché la leggerezza con la quale esse siano state rivolte ad un dipendente, senza la preventiva autorizzazione del dirigente o del funzionario competente” e anche “il grave danno d’immagine che è derivato all’Ente per l’uso improprio dei poteri di direzione spettanti all’ assessore nell’esecuzione del proprio mandato”.

Per tutti questi motivi, i gruppi di minoranza hanno presentato una mozione di censura nei confronti di Guzzi invitando il sindaco “a voler ritirare le deleghe assegnate al medesimo, per il grave danno arrecato al prestigio dell’Ente, nonché a costituirsi parte civile per il risarcimento del danno ove l’improprio comportamento venga ritenuto rilevante ai fini penali”. I gruppi di minoranza, ovviamente, hanno votato compatti a favore della mozione. Il documento, tuttavia, è stato rigettato da otto membri della maggioranza. Soltanto il consigliere Sara Badano ha preferito astenersi dal voto. Un gesto che, secondo qualcuno, apre “una crepa nel gruppo di maggioranza”.

Durante la stessa seduta di oggi, il consigliere Nicola Viassolo ha chiesto al vice sindaco se questi abbia ricevuto un avviso di garanzia a proposito dei fatti contestati. Guzzi ha preferito non rispondere nel merito ricordando che sulla vicenda è ancora in corso un’indagine.

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