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Savona si prepara a salutare Carlo Acefalo: la salma del marinaio arriva a Savona per la “resa degli onori” fotogallery video

Era sul sommergibile Macallè naufragato nel mar Rosso durante la seconda guerra mondiale: l'Anmi di Savona e le autorità lo saluteranno prima dell'ultimo viaggio verso casa

Savona. Venerdì 23 novembre la salma del marinaio Carlo Acefalo arriverà a Savona per la cerimonia di “resa degli onori” prima dell’ultimo viaggio verso il suo paese d’origine Castiglione Falletto (in provincia di Cuneo) dove sarà seppellito accanto alla mamma.

Il marinaio Carlo Acefalo torna a casa dopo 77 anni

I resti del sommergibilista, rimasti per 70 anni “dimenticati” in un’isola del Sudan, ora si trovano al Sacrario delle Fosse Ardeatine di Roma in attesa del rientro verso la città della Torretta: Acefalo infatti era iscritto al compartimento marittimo di Savona e per questo tra i primi sostenitori della “missione” per riportarlo a casa del regista italo-argentino Ricardo Preve ci sono stati i marinai savonesi dell’Anmi “Vanni Folco”.

Dopo che un anno fa la salma era stata consegnata alle autorità sudanesi, la salma di Acefalo ora è pronta per tornare definitivamente a casa. La cerimonia savonese di “Resa degli Onori” ai Resti Mortali del Marinaio Sottocapo Silurista Carlo Acefalo 1916 /1940/2018 si svolgerà alle 14,30 nella Chiesa di Sant’Andrea, in piazza dei Consoli Savona. Il giorno seguente, alle 10, invece si svolgerà la funzione religiosa a Castiglione Falletto a cui seguirà la tumulazione insieme alla mamma.

Commentano il presidente dell’Anmi di Savona Luca Ghersi e Ricardo Preve, socio del Gruppo e realizzatore dell’Impresa: “Finalmente questo povero ragazzo potrà riposare insieme alla sua mamma che lo ha atteso invano sino alla morte; come marinai siamo estremamente orgogliosi di questo successo ovvero ricordare ed onorare, con il rientro in patria di Carlo, tutti i marinai che non sono rientrati alla base e che riposano negli abissi dei mari e degli oceani del mondo. Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno supportato questa impresa ovvero il personale dell’Ambasciata in Sudan nella persona dell’ambasciatore Fabrizio Lobasso e l’addetto consolare Valeria Romare; l’amico Savonese Ambasciatore Luigi Scotto; il personale del ministero della difesa al commissariato generale per le onoranze ai caduti, dello stato maggiore marina, della componente sommergibili della Marina Militare, la presidenza nazionale Anmi nella persona dell’ammiraglio Paolo Pagnottella, il Comune di Savona, gli amici di Castiglione Falletto, i ‘Marinai Savonesi’ e tutti gli amici marinai e non (in Italia e nel mondo) che di persona o tramite social non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno, appoggio e vicinanza marinaresca. Non ultimi coloro che hanno partecipato alla spedizione ed al riconoscimento di Carlo ovvero il professor Matteo Borrini e all’archeologo Cosimo Giacchetti e tutto lo splendido personale che ha realizzato il film che ha dato il nome al progetto ‘Tornando a casa’”.

Ricardo Preve, che su questa storia ha realizzato anche un film dal titolo “Tornando a casa, aveva raccontato qualche tempo fa ad IVG, come ha incontrato il destino di Acefalo: “E’ cominciato tutto per caso: spesso la gente pensa che noi avessimo un piano, ma non è stato così. Io era a fare le riprese di ‘Pescecani’, un documentario, perché lavoro molto come videomaker e fotografo sub. Per questo mi trovavo sull’isola di Barra Mousa Khebir in Sudan e, proprio il giorno della partenza, una delle guide mi raccontò che su quell’isola era morto un marinaio italiano seppellito in seguito al naufragio del suo sommergibile. E io sono rimasto veramente con la voglia di saperne di più: lì è cominciata la storia”.

“Sono poi andato all’ufficio storico della Marina a Roma e ho cominciato a studiare questa vicenda. Ho scoperto che essendo il Macallè uno dei primissimi sommergibili italiani affondati nella seconda guerra mondiale c’era ancora tempo di fare una commissione d’inchiesta speciale ed una ricerca di cosa fosse successo all’equipaggio e mi sono reso conto che questa era una storia su cui fare un film” rivela Ricardo.

Il marinaio Carlo Acefalo torna a casa dopo 77 anni

Un lavoro incredibile che ha permesso di raggiungere un traguardo sognato, ma forse insperato: “Grazie alla collaborazione di tantissimi italiani, tra i quali l’associazione nazionale marinai d’Italia Gruppo Vanni Folco di Savona e del loro presidente Luca Ghersi, e molta fortuna, determinazione, malgrado tantissimi ostacoli e tanta gente che diceva che avremmo fallito nella nostra impresa, ci siamo riusciti: abbiamo ritrovato Carlo e abbiamo consegnato la salma prima alle autorità sudanesi, nell’ottobre 2017, e poi ad aprile scorso all’ambasciatore italiano in Sudan, l’onorevole Fabrizio Lobasso.”.

Da subito, a sostenere il regista italo argentino nella sua missione ci sono stati i marinai savonesi “capitanati” da Luca Ghersi che spiega: “Esiste un legame tra Carlo Acefalo e Savona? Sì, perché Carlo era un marinaio nato in Piemonte e il suo compartimento di iscrizione era quello marittimo di Savona. Lui è stato a tutti gli effetti inquadrato ed arruolato qui a Savona e poi certamente ha proseguito il suo arruolamento a Spezia dove è stato poi imbarcato. Per questo per noi è sembrato naturale quando Ricardo ha proposto questa operazione pensare che un marinaio iscritto al compartimento marittimo di Savona dovesse tornare qui via mare. Lui è stato 78 anni dimenticato nel Mar Rosso ed è giusto che prima di tornare al suo paese nativo passi di qui. Tutto è iniziato a Savona e quindi è giusto che il suo viaggio per tonare a casa passi anche dalla nostra città”.

“Carlo è uno dei pochi marinai che non è negli abissi del mare: solitamente quando un marinaio va a fondo con la sua unità riposa per sempre in una sorta di sacrario negli oceani. Questo era un caso anomalo: Carlo era stato sepolto frettolosamente sull’isola dai suoi compagni e lì è rimasto finché Ricardo non ha avuto l’intuizione e la geniale idea di recuperarlo e riportarlo a casa” osserva Ghersi.

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