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Savona, il Sindacato Lavoratori di Polizia Cgil: “Sulla sicurezza bluff del Governo anche per il nostro territorio”

“I rinforzi promessi arriveranno solo nei prossimi mesi e sono di gran lunga inferiori rispetto ai pensionamenti già previsti”

Savona. “Al momento il ‘governo del cambiamento’ si sta rivelando, per quel che riguarda la sicurezza, il governo del ‘cambianiente’. trascurare la sicurezza significa compromettere radicalmente un territorio”.

Parola della segreteria provinciale di Savona del Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia Cgil, che non ha usato mezzi termini nel giudicare l’operato del nuovo Governo in materia di sicurezza, denunciando anche una pesante defezione in termini di numeri per il territorio savonese.

“Un territorio che ha uno dei porti più importanti del Mediterraneo per transito passeggeri, importanti strade e linea ferroviaria di collegamento con Francia e il nord Europa, – ha affermato il segretario provinciale del Sindacato Lavoratori di Polizia Cgil Luigi Sanguinetti. – Ogni ufficio di polizia ha una carenza cronica. I rinforzi promessi nella nostra provincia arriveranno solo nei prossimi mesi e soprattutto sono di gran lunga inferiori rispetto ai pensionamenti già previsti per cui non potranno sopperire alla grave carenza, che in alcuni degli importanti uffici come la Polizia Stradale o la polizia frontiera marittima, raggiunge 30-40 per cento”.

“Tutto questo inserito in un contesto, quello della legge di bilancio, che non prevede risorse e novità per i poliziotti, nonostante le promesse e gli annunci. Per questo abbiamo lanciato una campagna di mobilitazione nazionale – con lo slogan trasformato in un hashtag #Cambiamolamanovra. Infatti le risorse previste dal governo nella legge di bilancio sono sostanzialmente in continuità col passato e per quel che riguarda le assunzioni si riparte dalle 7.500 nuove unità nel triennio già programmate e finanziate dalla vecchia manovra”.

“Non solo per il nostro contratto di lavoro, che scade a fine anno, gli stanziamenti previsti, che vanno da 1.100 milioni nel 2019, 1.425 milioni nel 2020 fino a 1.775 milioni nel 2021, permetteranno un modesto incremento stipendiale pari a 31 euro lordi per il prossimo anno. 15-20 euro netti. Una miseria e un affronto intollerabili. Anche per quel che riguarda il riordino interno delle carriere, che dovrebbe servire a migliorare l’efficienza degli apparati, sono previsti appena 70 milioni di euro che si sommano ai 20 milioni. Cifre irrisorie”.

“Questi sono i motivi per cui la manovra si deve e si può cambiare in Parlamento. Iniziamo dunque un percorso di mobilitazione che coinvolge anche il nostro territorio con l’obiettivo di sensibilizzare i parlamentari locali e l’opinione pubblica”, ha concluso Sanguinetti.

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