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Savona, i Verdi all’attacco su Cima Montà. Bruno: “Situazione poco chiara”

“Siamo riusciti ad ottenere gli atti richiesti, ma permangono forti dubbi sulla discarica”

Savona. Situazione di Cima Montà a loro dire “poco chiara” e allora i Verdi scrivono nuovamente al sindaco di Savona Ilaria Caprioglio per chiedere delucidazioni in merito.

“Vorremo parlare nuovamente al sindaco di Cima Montà, – ha spiegato Danilo Bruno, – per chiedere due cose dopo che, grazie all’intervento del difensore civico, siamo riusciti ad ottenere gli atti richiesti”.

“I Verdi avevano chiesto se fosse possibile organizzare una visita guidata al sito della ex discarica per capire quale sia la situazione a cui potessero partecipare le forze politiche presenti direttamente e non in consiglio comunale, le associazioni,la stampa, ma gli uffici hanno risposto sul punto prima dei distinti saluti di rivolgersi alla società proprietaria ovvero Ata”.

“Io non avrei difficoltà a rivolgere la domanda alla società suddetta ma dato che il Comune è il maggiore azionista e soprattutto l’ente che, secondo la legge, esercita un controllo analogo a quello esercitato sulle proprie strutture, essendo Ata una società ‘in house’, vorrei capire perchè la giunta invece di disquisire su Cima Montà non ci porta i rappresentanti eletti da cittadine e cittadini in modo da avere una diretta presa di coscienza della situazione”.

“Inoltre, abbiamo appreso la notizia che per sistemare la ex discarica, se abbiamo capito bene, occorrerebbero sei milioni di euro ma nell’atto dirigenziale n. 1773/2006 della Provincia di Savona con cui veniva approvata la gestione del periodo post discarica veniva chiesta garanzia per l’importo di euro 427.625 con possibilità di revoca dell’atto autorizzatorio  qualora si riscontrassero gravi violazioni delle prescrizioni ivi indicate.A questo punto questa enorme differenza a cosa è dovuta? Abbiamo letto/capito male? Qualcosa non ha funzionato? Bisogna attivare una eventuale azione di responsabilità?”, ha concluso Bruno.

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