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Santa Corona, la proposta della Sinistra per Pietra Ligure: “No alla speculazione edilizia, sì al rilancio del servizio pubblico”

Le proposte sono state formulate dal “gruppo di lavoro sulla sanità coordinato dai cinque candidati alle elezioni amministrative"

Pietra Ligure. Impedire qualsiasi forma di riduzione delle aree dell’ospedale a favore della speculazione edilizia e difendere, rilanciar e potenziare il servizio pubblico. Sono queste le proposte de “La sinistra per Pietra Ligure” a proposito del futuro dell’ospedale Santa Corona.

Tali proposte sono state formulate dal “gruppo di lavoro sulla sanità coordinato dai nostri cinque candidati alle elezioni amministrative” del prossimo anno: Romano Rembado (classe 1936), già primario di medicina nucleare all’ospedale Santa Corona; Luciano Laschi (1944), già medico ortopedico all’ospedale Santa Corona; Gianni Giordano (1950), già specialista in medicina interna all’ospedale Santa Corona; Ettore Cavallero (1949), ex dipendente dell’ospedale Santa Corona; Giulia Zanelli (1984), infermiera presso l’ospedale Santa Corona.

Secondo la lista “impresari pescecani, amministratori doppiogiochisti, che a parole difendono l’ospedale ma nei fatti cercano di accaparrarsi la loro porzione di superficie edificabile, da anni cercano di depotenziare il Santa Corona per mettere le mani su una porzione di territorio pietrese davvero appetibile per la sua posizione. Noi proponiamo il blocco totale delle nuove costruzioni in tutte le aree attualmente interessate dagli edifici dell’ospedale, a eccezione di quelle destinate a edilizia popolare in aree ormai di fatto dismesse. Questa misura è l’unico vero antidoto contro la speculazione edilizia e a difesa delle aree dell’ospedale. Proponiamo inoltre che siano ripristinate e difese tutte le aree di verde pubblico presenti all’interno dell’ospedale, in quanto preziose risorse ambientali sia per i degenti che per i residenti”.

Sul fronte della difesa, rilancio e potenziamento del servizio pubblico, il gruppo ritiene che “l’ospedale Santa Corona deve mantenere a ogni costo il Dea di II livello: esso svolge un ruolo essenziale all’interno di un territorio difficile come il ponente ligure caratterizzato da una marcata estensione longitudinale con infrastrutture limitate e da una conformazione orografica che unite determinano inevitabilmente grandi difficoltà in caso di necessità urgente di spostamenti; la sua presenza garantisce quindi la sicurezza delle cure agli abitanti del luogo e ai turisti che per buona parte dell’anno determinano un aumento esponenziale degli accessi all’ospedale. Occorre rilanciare il servizio pubblico per impedire qualsiasi forma di ridimensionamento dell’ospedale a tutto vantaggio della sanità privata”.

“In particolar modo denunciamo i seguenti fattori di crisi che ci sembrano configurare una precisa strategia di depotenziamento in vista della futura privatizzazione di una buona parte della sanità ligure: affidamento di molti reparti (attualmente nove, fra cui unità operative ad alta criticità come il pronto soccorso e medicina d’urgenza) a direttori facenti funzione ben oltre il limite di tempo previsto dalla legge (6 mesi elevabili a 12) con l’evidente intento di disporre di figure apicali più deboli e facilmente ricattabili rispetto a direttori ordinari la cui posizione sia garantita contrattualmente; il ricorso sempre più frequente alla pratica del “direttore a scavalco”, ossia costretto a dividersi tra due ospedali diversi, con ovvia minore presenza nel nostro Presidio e aumento dei rischi conseguenti”.

E ancora “la progressiva riduzione dei servizi storicamente presenti in Santa Corona e di indubbia utilità per i cittadini: la perdita della possibilità di degenza per il reparto di pediatria (i bambini che devono essere ricoverati vengono trasferiti a Savona con grave disagio per le famiglie e i piccoli pazienti); il previsto smantellamento della scuola di formazione in scienze infermieristiche; la perdita della psichiatria per acuti (anche in questo caso i pazienti che dal pronto soccorso devono essere ricoverati in urgenza vengono trasferiti a Savona); le strutture complesse che diventano semplici perdendo risorse e autonomia”. Tra gli altri problemi rilevati ci sono “la cronica mancanza di personale aggravata dalla mancata sostituzione di notevole parte dei recenti pensionamenti; l’abbandono totale della manutenzione degli edifici che iniziano a presentare evidenti deficit talvolta anche strutturali; la gestione sconsiderata dei parcheggi a pagamento che non prevede franchigie e riduzioni neppure per i parenti di lungodegenti”.

La Sinistra per Pietra Ligure si impegna a “battersi con forza in qualsiasi sede istituzionale affinché sia garantito ai cittadini un servizio sanitario pubblico, gratuito ed efficiente. Il diritto alla salute per noi non è assoggettabile alle esigenze di finanza. Il sindaco deve, quindi, tornare a riappropriarsi del ruolo attivo, che la legge gli affida, di indirizzo e di controllo riguardo alle politiche sanitarie regionali”.

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